Baby Raikkonen in Red Bull. Ma non è uno scandalo Ferrari

Non chiamiamola fuga di cervelli. E, in fin dei conti, neppure fuga di talenti. Il giovane Robin ha il cognome (Raikkonen) più pesante del piede e il fatto che sia stato ingaggiato dalla Academy della Red Bull e non da quella della Ferrari è un colpo al cuore per i romantici, meno per coloro che hanno seguito la carriera del figlio di Kimi nei kart.

Robin (è nato il 27 gennaio 2015) è bravino, ma per ora chi lo ha visto gareggiare non ha parlato di un fenomeno…

Certo, portare l’erede dell’ultimo campione del mondo Ferrari a Maranello, sarebbe stato un bel colpo di marketing. E un regalo ai tanti tifosi di Kimi che in Italia è amatissimo… Il modo per deviare un po’ l’attenzione sui disastri della Formula 1, ma il giovane Robin, 11 anni, non è un altro Antonelli. Non per ora, almeno, perché poi i bambini crescono in fretta e più stanno in pista, più diventano bravi. Antonelli era già un fenomeno alla sua età, lui è bravino, certo, papà ha investito parecchio in consigli e denari, ma si racconta che in giro ci sia di meglio. Come Niccolò Perico, 12 anni a dicembre, già sotto contratto con la Mercedes e seduto accanto a Toto Wolff  venerdì nei box di Monza, oppure come Noah Baglin, 14 anni, che ha vinto Mondiale ed Europeo ed è un allievo della Ferrari Academy.

Il fatto che oggi Gino Rosato collabori con il Junior Team Red Bull, racconta tanto dell’arrivo di Robin nel team di Verstappen. Gino che ha lavorato per anni a Maranello, è un grande amico e un tutto fare di Kimi. Ha seguito tutta la carriera del piccolo nei kart e non poteva che portarlo con sé in Red Bull.

“La sua velocità, la capacità di gestire le gare e il talento naturale lo hanno reso uno dei giovani più interessanti della sua fascia d’età”, ha detto di lui Laurent Mekies, team principal del team.

“Ci hanno offerto un programma completo e convincente per accompagnare Robin nei prossimi anni e dargli tutta l’esperienza necessaria per sviluppare il talento naturale che ha già mostrato nel karting”, ha detto papà Kimi. Vedremo come andrà. Di certo questo non è il problema principale della Ferrari di Vasseur.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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