E’ stato un venerdì a due facce. Bene, anzi benissimo Kimi. Male, anzi malissimo la Ferrari. Antonelli manda messaggi positivi, Hamilton e Leclerc lottano con dei tempi troppo alti per poter sorridere.
Kimi Antonelli spedisce quello che ormai sta diventando un messaggio abituale nei primi sette gran premi della stagione. Chi vuole la pole anche in Austria dovrà fare i conti con lui che ha stabilito i migliori tempi sia in Fp1 che in Fp2 (1’07”014). È lui, per quello che conta, l’uomo del venerdì, mentre il suo compagno non ha avuto lo stesso feeling con la sua Mercedes.
L’impressione è che Kimi abbia subito trovato il ritmo su una pista cortissima, ma non semplice, dove il pilota può giocare un ruolo importante nell’interpretazione di certe curve. Qui il giro dura poco più di un minuto e se il distacco rifilato all’avversario più vicino (Piastri) è di oltre 2 decimi, significa che sei riuscito a metterci qualcosa di tuo nell’interpretazione della pista.
Kimi ha ripreso la marcia interrotta dal problema alla batteria che lo ha mandato al tappeto a Barcellona. Per conquistare la sua quinta pole stagionale potrebbe dover lottare anche con McLaren e Red Bull che sembrano aver trovato un buon ritmo, pur se lontano rispetto al suo, mentre la Ferrari dovrà lavorare ancora parecchio per tornare in partita.
Le rosse sono la delusione del venerdì. I distacchi accumulati da Hamilton e Leclerc nelle prime due ore di prove non sono per nulla incoraggianti, soprattutto se si parla di configurazione gara con una simulazione sulla distanza davvero preoccupante per i distacchi accumulati. “Mi sembra di fare dei buoni giri, ma il passo proprio non c’è”, ha detto via radio Leclerc in un quadro che mette la Ferrari dietro a tutti i rivali. Ma è per sempre venerdì. C’è tempo per riprendersi.




