Dai Giochi alla Formula 1 dove i quarti posti (Ferrari) non contano

Scusate l’assenza, ma in queste settimane olimpiche mi sono lasciato trascinate dentro sport meno veloci, ma spesso altrettanto adrenalinici.

A Parigi in questi giorni si è visto solo Lewis Hamilton arrivato a tifare per il suo amico fiorettista Miles Chamley Watson, battuto dai nostri azzurri in semifinale. Neppure Gasly si e’ fatto travolgere dalla grandeur del tifo francese.

Peccato avrebbero imparato qualcosa dallo spirito olimpico (se tralasciamo certe polemiche molto italiane sul sesso della pugile algerina). La competizione qui non e’ esasperata come potrebbe sembrare anche se ci sono ragazzi che per gare di pochi secondi mettono in gioco quattro anni di sacrifici.

Ancora più dei 100 metri la gara regina dei Giochi che non era mai stata così veloce per gli otto finalisti, è l’arrampicata Sprint, una gara che dura attorno ai 5 secondi e mette uno contro l’altro due avversari a sfidarsi su una parete di 15 metri con 5 gradi di inclinazione. Il nostro campione Matteo Zurloni è stato eliminato da un cinese (poi argento per 2 millesimi. Una gara crudele con un distacco da Formula 1. Matteo ha raccontato di essere irrimediabilmente attratto da tanta adrenalina. Credo i piloti possano capirlo.

In fondo ai Giochi, poi, dopo aver vinto un oro storico con le ragazze del volley Julio Velasco ha dato una lezione delle sue sui valori di certe sconfitte. “Pace dopo Atlanta quando avevo perso la finale con i ragazzi? No Io non mi sento come Baggio che dice che non ha pace perché ha sbagliato il rigore, anche lui dovrebbe essere in pace. Succede. Quella squadra è stata una squadra straordinaria che ha perso una partita per due palloni. L’ho accettato perché è una cosa sportiva. Non ho mai avuto l’ossessione che mi mancava l’oro”.

Imparare ad accettare la sconfitta. Secondo voi gente come Max o Lewis accetta le sconfitte. Non credo proprio. Anche se ci si sta abituando anche un tipo come Fernando non accetta molto di essere battuto, a volte neppure di essere sorpassato.

Ma la F1 non è sport olimpico. Se ai Giochi un quarto posto può essere accettato (il presidente Mattarella ha decisone di invitare anche anche le medaglie di legno al Quirinale), in Formula 1 un quarto posto della Ferrari non può certo essere considerato un buon risultato. La differenza è tutta qui.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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