Ferrari, un mistero olandese. Che brutto venerdì! Parla Cardile

La Ferrari ci aveva abituati ad essere la più bella del venerdì. In Olanda se non è stata la più brutta, poco ci è mancato. Una giornata da dimenticare. Inspiegabile.

A casa di Max non c’è spazio per la Ferrari. Il venerdì olandese delle rosse di Maranello è simile a un incubo. Lo raccontano i tempi di Charles (11° a 0”585) e di Carlos (16° a 0”763), ma soprattutto una macchina inguidabile anche per Marc Genè che ai microfoni di Sky di solito veste i panni dell’avvocato difensore.

Dopo le prove del mattino ci hanno raccontato che stavano lavorando pensando a Monza. Magari fosse vero. Il problema è che anche nel pomeriggio le Ferrari sono rimaste lontanissime, non solo da Max, ma anche da Norris (suo il miglior tempo di giornata), dalla Mercedes e da una Williams improvvisamente competitiva. Scopriremo in qualifica la vera faccia olandese della Ferrari.

Intanto ai microfoni di Sky è comparso Enrico Cardile. Il direttore tecnico di Maranello ha parlato della vettura del 2024: “Sviluppando questa macchina, abbiamo realizzato che alcune scelte hanno limitato lo sviluppo aerodinamico. La prossima macchina non sarà un’evoluzione di questa come la SF-23 lo è stata della F1-75. Telaio e posteriore saranno diversi per favorire lo sviluppo aerodinamico. Per noi è perfettamente chiaro quello che abbiamo sbagliato. Sappiamo quali sono le nostre debolezze. Non siamo nella terra di nessuno. Ora si tratta di adeguare le caratteristiche della macchina per raggiungere i nostri obiettivi”.

“Pensiamo che la nostra debolezza principale sia nelle caratteristiche aerodinamiche della macchine. Tutti i nostri sforzi sono diretti a migliorarle. Vediamo dei passi in avanti, ma il ritmo in gara comunque non è ancora soddisfacente. Siamo troppo lontani dalla Red Bull”.

“Abbiamo altri aggiornamenti in arrivo. Dalla sosta però in galleria del vento lavoriamo interamente sulla prossima macchina“Cardile è uno dei padri della SF-23 in caso qualcuno se lo chiedesse. La sua tesi è differente da quella di Vasseur che spesso ripete come ci sia ancora da capire la SF-23, soprattutto da capire perché abbia delle buone prestazioni in qualifica e poi perda terreno in gara. Il mistero resterà. Inquietante come la Ferrari vista in pista a Zandvoort con Sainz che ha chiuso la sessione fuori pista in balia di un’auto ingovernabile appena si provava a spingere.

Un venerdì nero. Non nerissimo come quello del povero Ricciardo finito all’ospedale con il polso sinistro malmesso dopo una brutta botta. La radiografia ha confermato la frattura del metacarpo della mano. Lo rimpiazzerà il debuttante Liam Lawson. Il povero Ricciardo, appena rientrato nel giro, rischia di saltate anche Monza.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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