Formula E al decimo anno con Maserati, ma senza Roma

La Formula E è arrivata al suo decimo anno ed è pronta a ripartire con un po’ d’Italia, ma non troppa. C’è ancora Maserati, al suo secondo anno, c’è ancora Eugenio Franzetti responsabile del team DS Penske, non c’è più invece lo scenografico Gran premio di Roma con la tappa italiana portata a Misano. E, come il solito, non ci sono piloti italiani.

Possiamo tranquillamente dire che la Formula E non ha mantenuto le promesse. Era il campionato del futuro, con gare silenziose, pulite, in centro città e tutti i costruttori coinvolti. Oggi dei grandi tedeschi è rimasta solo Porsche, mentre Audi, Bmw e Mercedes hanno lasciato. Restano il gruppo Stellantis (con Ds e Maserati), Jaguar, Nissan, Mahindra, Cupra e scuderie come McLaren e Andretti.

L’idea originale non era male. Bastava non paragonarla alla Formula 1. Correre in centro città poi aveva un senso, aiutava ad avvicinare un nuovo pubblico. Dopo 10 anni però il salto di qualità non c’è stato, i piloti non sono diventati personaggi e la Formula E in certe nazioni è decisamente ignorata.

Si riparte dal Città del Messico (gara alle 21 di sabato 13 in chiaro su Canale 20 con Mediaset che la segue per il settimo anno di fila e per abbonati su Sky. Si corre in 1o tracciati in tutto il mondo, sei weekend saranno doppi con due gare, portando ad un totale di 16 gare (chiusura il 20 e 21 luglio a Londra).

Si parte all’attacco del vincitore del 2023 Jake Dennis, rimasto con Andretti e ancora una volta l’uomo da battere. A dargli filo da torcere soprattutto i neozelandesi Mitch Evans e Nick Cassidy (compagni di squadra in Jaguar), che l’anno scorso sono rimasti in lotta fino all’ultima tappa a Londra.

Tra le novità si segnala l’esordio del Giappone con l’E-Prix di Tokyo e lo spostamento di sede della gara italiana, che da Roma passa al circuito di Misano. Si parte da Città del Messico, su un circuito che usa parte di quello della Formula 1.

Maserati ha affiancato a Maximilian Günther, il deb Jehan Daruvala. Dopo aver lottato spresso per la Top Ten, Maserati ha chiuso il campionato al sesto posto, grazie a tre piazzamenti sul podio e alla vittoria di Max Günther.




Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.