


Grazie Carlo, ancora una volta hai fatto centro con un mostra piena di nostalgia per una Formula 1 che non c’è più e che ci ha raccontato delle storie meravigliose. Carlo è Cavicchi, mitico ex direttore di Autosprint e di Quattroruote che oggi si è reinventato curatore di mostre. Dopo quella su Ayrton, eccone, sempre al Mauto di Torino, un’altra sui Nemici del Drake, quei garagisti che per anni hanno cercato di battere la Ferrari (e qualcuno ci è pure riuscito).
“Dal 2 aprile all’ 11 ottobre 2026 la più grande e completa esposizione dedicata alle scuderie inglesi che, tra gli anni Sessanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari: in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London”, recita il comunicato.

Insieme a Mario Donnini, firma di Autosprint e grande cultore della storia delle corse, e a Maurizio Cilli, ha messo su un ambadaran di tuto rispetto tra modelli di auto, memorabilia, una grande mostra forografica di Rainer W. Schlegelmilch (il famoso “RWS” uno dei più grandi fotografi della Formula 1, Ercole Colombo a parte) e pure un libro catalogo pubblicato da Minerva.
Da quello che vedo e che mi raccontano siamo ancora davanti a qulacosa da non perdere per gli appassionati che tra l’altro avranno anche la possibilità di asistere a talk, proiezioni e pure ai gran premi in diretta.
“Sbucavano dal nulla assemblando le loro monoposto in maniera anticonvenzionale, dando un calcio alla tradizione delle vetture con i musi lunghissimi e praticamente niente dietro – il racconto di Cavicchi – Nascevano in locali striminziti, con mezzi economici ridotti, poche maestranze, niente catene di montaggio da alimentare e neppure vetture stradali, ferme nei piazzali, da vendere. Peggio ancora: non progettavano nemmeno il motore, ma ne prendevano uno sul mercato, possibilmente quello più funzionale e dal costo
accessibile, poco importava se fosse lo stesso dei diretti rivali. Ferrari li chiamava con fastidio “garagisti”. Loro replicavano appellandolo “Drake” da Francis Drake il famoso pirata, un vero e proprio mito ma con una esistenza individuale inconsistente dal punto di vista umano: senza aSetti, senza figli, senza veri amici. Scaramucce verbali e scontri al calor bianco”.




Le proiezioni al Cinema Massimo
Cinema Massimo, dal 18 al 21 giugno 2026. Una rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema racconta il mondo delle competizioni sportive attraverso cinque indimenticabili pellicole: Linea rossa 7000 (1965) di Howard Hawks, Grand Prix (1966) di John Frankenheimer, Le 24 ore di Le Mans (1971) di Lee H. Katzin, Rush (2013) di Ron Howard e Le Mans ’66 – La grande sfida (2019) di James Mangold. Speciale convenzione: i possessori del biglietto di ingresso al cinema per uno dei fil della rassegna avranno diritto al biglietto ridotto del Museo Nazionale dell’Automobile + mostra I nemici del Drake.
I Gran premi in diretta
Maxischermo nella Piazza / ingresso libero
Nella Piazza coperta del Museo tornano le proiezioni gratuite dei Gran Premi di Formula 1 su maxischermo. In alcune occasioni le gare saranno introdotte dal commento di piloti, giornalisti ed esperti del mondo del motorsport, che accompagneranno il pubblico con analisi e spunti di lettura prima della partenza.
Le tute dei campioni
L’inaugurazione della mostra è stata l’occasione per presentare una nuova sezione permanente del Museo dedicata alle “stoffe dei campioni”: un’esposizione di 21 tute originali appartenute ad alcuni dei più grandi protagonisti della Formula 1, dagli anni Ottanta a oggi, realizzate da Sparco, eccellenza del territorio piemontese. L’azienda torinese – che si appresta a celebrare i suoi 50 anni nel 2027 – ripercorre la propria storia di innovazione e progresso tecnologico in materia di tessuti ignifughi, con una carrellata di tute indossate – tra gli altri – da Nelson Piquet, Alain Prost, Michael Schumacher, Mika Häkkinen, Lewis Hamilton, Fernando Alonso, fino ai più recenti campioni come Max Verstappen e Lando Norris. Un percorso che testimonia una crescita continua, espressione del know-how italiano di una realtà manifatturiera che, nata dall’intuizione di rendere il motorsport una disciplina più sicura, si è affermata come leader mondiale nel racing equipment e non solo.
Le vetture esposte
FERRARI 246
- Anno 1958
- Motore Ferrari Tipo 143, V6
- Cilindrata 2417.33 cc
- Collezione Museo Nazionale dell’Automobile
- È l’ultima monoposto a motore anteriore a vincere il titolo mondiale di Formula 1. Introduce i freni a disco sulla Ferrari e rappresenta la fase conclusiva di un’epoca tecnica, con un peso contenuto di circa 550 kg
COOPER T51
- Anno Year 1959
- Motore Coventry Climax FPF, 4 cilindri in linea
- Cilindrata 2495 cc
- Collezione privata
- È la prima monoposto a motore posteriore centrale a conquistare il titolo mondiale di Formula 1. Con Jack Brabham vince il campionato nel 1959 e si ripete nel 1960, sancendo l’aEermazione definitiva diquesta architettura tecnica. Questa è la vettura con cui Stirling Moss conquistò il Gran Premio d’Italia a Monza nel 1959.
FERRARI 156
- Anno 1963
- Motore Ferrari Dino V6
- Cilindrata 1476 cc
- Collezione Museo Nazionale dell’Automobile
- È la prima Ferrari con motore posteriore e, in questa versione 1963, anche la prima Ferrari con pannellatura in alluminio e per questo chiamata anche 156 Aero. Rispetto alla vettura del 1961 campione del mondo con Phil Hill, ha il nuovo musetto studiato da Forghieri e il passo allungato.
COOPER MASERATI T81
- Anno 1966
- Motore Maserati V12
- Cilindrata 2989 cc
- Collezione Privata
- È protagonista del Mondiale di Formula 1 nell’avvio dell’era dei motori 3 litri. Ottiene due vittorie: con John Surtees nel GP del Messico 1966 e con Pedro Rodríguez nel GP del Sudafrica 1967. La vettura qui presentata è quella guidata da Jo Bonnier.
BRABHAM BT24
- Anno 1968
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- EXPO Silvio Moser
- È la vettura che porta, con il motore Repco, Denny Hulme al titolo mondiale 1966; successivamente viene ceduta allo svizzero Silvio Moser, assumendo la nuova colorazione dal verde al rosso.
MARCH 701
- Anno 1970
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Bruno Ferrari
- Segna l’esordio della March in Formula 1 nel 1970. Con questo modello Jackie Stewart vince il GP di Spagna, mentre con questa precisa colorazione vede il debutto nella massima categoria di Ronnie Peterson.
LOTUS 56B
- Anno 1971
- Motore Turbina Pratt & Whitney ST6B-70
- Collezione Classic Team Lotus
- È l’unica monoposto a turbina nella storia della Formula 1. Derivata dall’esperienza Lotus alla 500 Migliadi Indianapolis del 1968, viene impiegata nel 1971 e guidata sporadicamente da Emerson Fittipaldi, Dave Walker e Reine Wisell.
LOTUS 72D
- Anno 1972
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Classic Team Lotus
- È una delle monoposto di Formula 1 più longeve e vincenti della sua epoca. Rimane competitiva per sei stagioni e conquista due titoli mondiali piloti con Jochen Rindt (1970) ed Emerson Fittipaldi (1972). La vettura presentata è quella con cui Fittipaldi conquistò il titolo nel 1972.
TYRRELL 005
- Anno 1973
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Privata
- È la monoposto con cui Jackie Stewart conquista il suo terzo titolo mondiale nel 1973. Progettata daDerek Gardner e spinta dal Ford Cosworth DFV rappresenta l’apice tecnico e sportivo della Tyrrell neglianni Settanta.
SHADOW DN1
- Anno 1973
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Master Class Motors
- È la prima monoposto Shadow di Formula 1 e debutta nel 1973 ottenendo due podi nella stagione d’esordio con George Follmer e Jackie Oliver. È l’auto preferita di sempre del grande progettista Tony Southgate.
MARCH 761
- Anno 1976
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Privata
- È l’ultima monoposto March a vincere un GP di Formula 1con Ronnie Peterson nel GP d’Italia 1976 aMonza. Con questa colorazione Vittorio Brambilla vinse il GP d’Austria nel 1975.
SURTEES TS19
- Anno 1976
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Master Class Motors
- È una delle monoposto costruite dal team fondato dal campione del mondo John Surtees. La sponsorizzazione dei profilattici Durex suscitò grande scalpore: alcuni organizzatori ne ostacolarono l’ammissione al via e si registrarono diEicoltà anche per le riprese televisive trasmesse in Erovisione.
MCLAREN M23
- Anno 1976
- Motore: Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Stiftung Nationales Automuseum The Loh
- Vince due titoli mondiali: nel 1974 con Fittipaldi e nel 1976 con Hunt, i primi per la McLaren. È soprattutto la vettura di Hunt nell’anno dell’incidente di Lauda al Nürburgring.
BRABHAM BT45
- Anno 1977
- Motore Alfa Romeo Tipo 115, 12 cilindri piatto / flat 12
- Cilindrata 2995 cc
- Collezione STELLANTIS Europe SPA | HERITAGE (COLLEZIONE MUSEO ALFA ROMEO) Segna il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 come fornitore di motori. Progettata da Gordon Murray, adotta il dodici cilindri boxer 3 litri sviluppato dall’ingegner Carlo Chiti.
MARCH 2-4-0
- Anno 1977
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc con trazione 6×4
- Collezione Louwman Museum
- È un prototipo sperimentale a sei ruote con quattro posteriori motrici sviluppato in risposta alle innovazioni aerodinamiche dell’epoca. Non viene mai schierata in un GP di Formula 1.
THEODORE TR1
- Anno 1978
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Marco Fumagalli
- Segna il debutto in Formula 1 di Keke Rosberg. Schierata dalla Theodore Racing, rappresenta l’ingresso del team di Hong Kong nella massima categoria.
ARROWS A1 MK2
- Anno 1979
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Master Class Motors
- Nasce dopo il caso legale che coinvolge la precedente Arrows FA1 e rappresenta un progetto radicale dal punto di vista aerodinamico. È schierata nel 1979 con Riccardo Patrese e Jochen Mass
LOTUS 88B
- Anno 1981
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Classic Team Lotus
- Adotta un innovativo telaio a doppia struttura pensato per sfruttare l’eEetto suolo. Dichiarata non conforme al regolamento tecnico del 1981, non prende mai il via di un GP di Formula 1. Era conosciuta come la Lotus “fantasma”.
WILLIAMS FW07
- Anno 1981
- Motore Ford Cosworth DFV, V8
- Cilindrata 2993 cc
- Collezione Jonathan Williams
- Segna la prima vittoria della Williams in Formula 1 con Clay Regazzoni nel GP di Gran Bretagna 1979. Con questo progetto conquista il titolo mondiale piloti e costruttori nel 1980 con Alan Jones.
BRABHAM BMW BT54 TURBO
- Anno 1985
- Motore BMW M12/13, 4 cilindri in linea turbo
- Cilindrata 1.499 cc
- Collezione BMW Group Classic
- È l’ultima Brabham progettata da Gordon Murray a vincere un GP di Formula 1. Trionfa nel GP del Canada 1985 con Nelson Piquet nell’era dei motori turbo.
MCLAREN MP4/5
- Anno 1989
- Motore Honda RA109E, V10
- Cilindrata 3490 cc
- Collezione Stiftung Nationales Automuseum The Loh
- Inaugura la nuova era dei motori aspirati 3.5 litri dopo la fine dei turbo. Con il V10 Honda conquista il titolo mondiale piloti e costruttori nel 1989 con Alain Prost.
FERRARI F1 89
- Anno 1989
- Motore Ferrari 035/5, V12
- Cilindrata 3500 cc
- Collection de Voitures de S.A.S. le Prince de Monaco
- È la prima monoposto di Formula 1 dotata di cambio semiautomatico elettroattuato al volante, soluzione destinata a diventare lo standard della categoria. Progettata da John Barnard presso il centro tecnico Ferrari di Guildford, segna a suo modo la capitolazione della Ferrari nei confronti della scuola inglese.
- MORRIS MINI MINOR
- Anno 1959
- Motore 4 cilindri in linea
- Cilindrata 848 cc (A-Series)
- Collezione Massimiliano Terragni
- In parallelo alle prime F1 inglesi vincenti, questa vettura stradale rivoluziona il modo di progettare le auto. Auto iconica che simboleggia una civiltà, quella della Swingin’ London. Questa Mini Minor, premiatissima, è la versione originale del lancio e ha tutti i particolari interni datati 1959.


