Allora è umano. Questa volta Kimi Antonelli ha sbagliato. E di brutto. Alla curva uno del suo secondo tentativo in Q1 è andato a muro con l’anteriore sinistra. Una brutta botta per il morale e il gran premio. Scatterà dal 16° posto, sempre che la Mercedes non decida di cambiargli il motore.
“Ho colpito il muro”. Il messaggio via radio arriva prima delle immagini ed è una doccia ghiacciata. Kimi vorrebbe rientrare ai box con la gomma penzolante, ma dal muretto lo avvertono: “Non riusciremmo ad aggiustarla in tempo, fermati…”.
Kimi resta con il casco addosso a bordo pista a vedere lo show del suo compagno di squadra Russell che rifila addirittura 0″837 a Charles Leclerc che ha portato la Ferrari in prima fila, da dove mancava dall’Ungheria.
“Sono molto arrabbiato è stato un errore che si poteva evitare facilmente. Fa male finire la qualifica così, ma adesso penserò alla gara. Cercherò di recuperare più posizioni possibile, ma vincere contro un George così, la vedo difficile”, le sue parole da una faccia rimasta per una volta senza sorrisi.
In qualifica ognuno dei primi tre ha seguito una strategia diversa. Russell con lo stesso set ha effettuato tre tentativi fino al record finale; Leclerc ha provato con due giri con lo stesso set; la McLaren ha provaro due set differenti. Ma alla fine la differenza l’ha fatta il pacchetto Mercedes che ha trovato in Russell l’interprete perfetto fin dalla prima ora di prove in Fp1.
Alla fine è stato il venerdì delle resurrezioni. Russell si è liberato dal fantasma Antonelli e ha dipinto una delle migliori qualifiche della sua vita con dei passaggi fantastici nella zona della città vecchia, a un millimetro dai muri. Leclerc ha approfittato dei problemi di Hamilton (ha toccato il muron in Q1, anche se non pesantemente come Kimi) ed è tornato nettamente leader in casa Ferrari; Piastri che contro i muri di Baku, l’anno scorso lasciò i suoi sogni mondiali (botta in qualifica e in gara) ha finalmente rimesso il naso davanti a Norris.
Ecco per Kimi l’importante è non pensare a quanto capitò a Piastri un anno fa. E’ il suo primo errore, ha ancora un margine importante, pensi a recuperare più posizioni possibili senza prendersi troppi rischi. A Baku non sarà semplice recuperare come a Monza, ma il podio resta un obiettivo concreto. Anche se sarebbe una mega impresa. A Monza era in u momento magico. Qui dopo i problemi di giovedì che gli hanno impedito di girare molto, è arrivato l’errore nel momento e nella curva sbagliata. Diciamo che l’obbiettivo sarà di limitare i danni.



