
Ed eccoci a Monza, sognando che il Gp d’Italia possa non restare l’unica tappa italiana della stagione, visto che sono sempre maggiori le chance di Imola di ospitare l’ultimo gran premio della stagione. Ma prima di pensare al calendario pensiamo a un Gp d’Italia come non abbiamo mai visto con un pilota italiano, Kimi, inseuito dalle Ferrari…
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Istruzioni per l’uso dell’ItalianGp
- Il tracciato, lungo 5,793 km e caratterizzato da 11 curve, è uno dei più veloci del Mondiale di Formula 1 grazie anche ai lunghi rettilinei che, quest’anno, rappresenteranno un’ulteriore sfida per la gestione dell’energia con le nuove power unit. Le simulazioni delle squadre prevedono infatti tempi sul giro inferiori di circa due secondi rispetto allo scorso anno.
- Negli ultimi 10 anni solo tre volte ha vinto chi è scattato in pole (Vestappen 2025; Leclerc 2019; Hamilton 2017)
- Nel Tempio della Velocità verranno utilizzate le tre mescole più morbide della gamma Pirelli: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Sulla carta, tutte e tre le opzioni possono essere prese in considerazione per definire le strategie di gara della domenica, a condizione che le temperature non siano eccessivamente elevate.
- Dal punto di vista dei pneumatici, l’asse anteriore dovrebbe essere soggetto a minori sollecitazioni in frenata, poiché le staccate saranno probabilmente effettuate a velocità inferiori. L’asse posteriore, invece, sarà sottoposto a carichi maggiori nelle fasi di trazione, quando viene sprigionata tutta la potenza della power unit.
- La stabilità in frenata e la trazione in uscita dalle curve, in particolare alla Prima Variante e alla Ascari, saranno i due fattori determinanti per guadagnare terreno sugli avversari su una pista dove si corre generalmente con una configurazione aerodinamica a basso carico, privilegiando la velocità di punta.
- La pista offre solitamente un buon livello di aderenza fin dalle prime sessioni. Non sono state apportate modifiche significative al circuito dopo il completo rifacimento dell’asfalto nel 2024, realizzato con un manto caratterizzato da una rugosità contenuta.
- Quest’anno sono stati infatti rifatti i cordoli in corrispondenza delle curve 1, 4 e 8, mentre in curva 5 un’area in ghiaia è stata sostituita da una zona asfaltata.
- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, l’Autodromo Nazionale Monza da 5.793 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3 avendo solo 5 frenate al giro per meno di 8 secondi e mezzo totali.
- Quattro staccate sono della categoria Hard, anche se per metà di esse la riduzione di velocità è inferiore a 100 km/h, e la restante è Light.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autodromo Nazionale Monza per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Le monoposto vi arrivano a 318 km/h e scendono a 87 km/h in 3,22 secondi durante i quali percorrono 153 metri. I piloti esercitano un carico di 111 kg sul pedale del freno e sono soggetti a 3,8 g. La potenza frenante è invece di 1.637 kW.
- Rispetto al GP Italia 2025, per effetto delle caratteristiche delle monoposto 2026 lo sforzo richiesto a piloti e freni è inferiore. Alla curva 4 (Variante della Roggia) un anno fa i piloti erano soggetti a 4,5 g di decelerazione ed esercitavano un carico di 159 kg sul pedale del freno, mentre quest’anno questi valori dovrebbero essere rispettivamente di 3,7 g e 108 kg. Si allungano anche gli spazi di frenata, da 107 metri a 121 metri, così come cresce il tempo di frenata, da 2,02 secondi a 2,29 secondi, anche se la diminuzione di velocità è inferiore.
- I piloti dovranno probabilmente gestire il surriscaldamento dell’asse posteriore nel corso della gara, ma il degrado non dovrebbe essere tale da compromettere le prestazioni dei pneumatici. La strategia a una sola sosta appare dunque la più probabile per domenica, nonostante a Monza le opportunità di sorpasso non manchino
Schumi e Hamilton, cinque vittorie a testa
- È la 77ª edizione del Gran Premio d’Italia, una delle gare più longeve del campionato di Formula 1, disputata sul circuito di Monza, ad eccezione di una sola edizione, quando si svolse a Imola.
- I piloti con il maggior numero di vittorie sono Michael Schumacher e Lewis Hamilton, con cinque successi ciascuno, mentre la scuderia più vincente è la Ferrari, con 20 vittorie.
- Hamilton detiene anche il record di pole position a Monza (7) e di giri veloci (7).
- Tra i piloti attualmente in gara, Pierre Gasly ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1 proprio nel Tempio della Velocità, vincendo il Gran Premio d’Italia 2020 al volante dell’AlphaTauri e regalando al team il primo successo con la nuova denominazione.
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Il trofeo Pirelli per il podio

- Il legame tra Pirelli e il Tempio della Velocità, il circuito più storico d’Europa, non si limita alla vicinanza tra la sede dell’azienda italiana e l’autodromo, ma è legato anche alle numerose vittorie conquistate con pneumatici Pirelli a Monza. Tra queste anche quella di Pietro Bordino sulla Fiat 804 nel Gran Premio che, il 10 settembre 1922, inaugurò il tracciato appena costruito.
- Pirelli sarà Title Sponsor del fine settimana di gara e celebrerà il proprio rapporto con il Gran Premio d’Italia attraverso il trofeo, realizzato da un duo artistico italiano, che sarà sollevato dai primi tre classificati nella gara di domenica e un’edizione speciale dei podium cap.
- I tre piloti che domenica saliranno sul podio e il rappresentante del team vincitore potranno festeggiare l’esito della gara sollevando il trofeo FRAGILE, opera d’arte realizzata dal duo artistico vedovamazzei.
- Il trofeo del Gran Premio d’Italia viene commissionato ogni anno ad artisti italiani nell’ambito di un progetto pluriennale, giunto alla sua sesta edizione, promosso da Pirelli, title sponsor della gara, insieme al museo d’arte contemporanea Pirelli HangarBicocca.
- Per l’edizione 2026, la realizzazione è stata affidata a vedovamazzei, duo formato da Stella Scala e Simeone Crispino, che sviluppa la propria pratica artistica tra ironia e capacità di cogliere contraddizioni e complessità del reale. Le loro opere reinterpretano spesso oggetti di uso quotidiano, mettendo in luce gli aspetti paradossali del mondo che ci circonda.
- Il trofeo FRAGILE è proprio una composizione stratificata di oggetti domestici, tazze e coppette, elementi scultorei che assumono, impilati uno sull’altro, una forma verticale dall’aspetto precario.
- L’opera ha richiesto un processo tradizionale di trasposizione su carta di disegni e bozzetti e successivamente una realizzazione altamente tecnologica di stampa 3D con polvere di nylon, materiale poi verniciato, galvanizzato e lucidato fino a divenire specchiante.
- Spiegano gli artisti: “L’ideazione del trofeo parte da una riflessione sul concetto di coppa celebrativa così come veniva usata nell’antichità quando era utilizzata come un grande calice per bere, con un senso di celebrazione e festa condivisa”.
- “Abbiamo voluto rendere il trofeo il simbolo di una vittoria che il singolo impugna concretamente ma che riflette lo stato d’animo di una collettività: nel caso della Formula 1, il team, i tifosi e tutto il mondo attorno ai piloti. La composizione riporta anche a una dimensione quotidiana, ad un gesto ripetuto che fa riferimento alla fatica di una vittoria che si conquista giro dopo giro e che non corrisponde mai ad uno status eterno e inalterabile. È instabile, dura poco e poi va riconquistata. È, appunto, fragile”.
- La commissione a vedovamazzei segue le commissioni alle artiste e agli artisti Alice Ronchi (2021), Patrick Tuttofuoco (2022), Ruth Beraha (2023), Andrea Sala (2024) e Nico Vascellari (2025).


