Kimi veste italiano come Senna e Schumi. E come loro prova la tuta sedendosi (non allo specchio)

Kimi Antonelli guiderà anche una macchina tedesca, made in England, ma veste italiano. Come Senna, come Schumi. Il suo abito da lavoro, quella tuta che pesa meno di un chilo e deve resistere al fuoco, viene fabbricata a Ronco Scrivia da OMP, azienda del gruppo Racing Force che possiede anche Bell la produttrice del casco di Kimi.

“Negli anni Novanta, quando vestivamo Senna, la sua tuta in tre strati aveva i patch degli sponsor ricamati e pesava due chili; poi con Schumacher siamo passati alle tute dove i loghi degli sponsor venivano ricamati e pesavano attorno a 1.200-1.300 grammi con Michael che continuò a usarle anche quando la squadra adottò un altro sponsor tecnico; oggi le tute di Kimi e di Russell pesano memo di un chilo e grazie alla tecnologia che abbiamo preso dall’alta moda possiamo cambiare il disegno in mezza giornata”, racconta Paolo Delprato il ceo di Racing Force, in OMP da quasi vent’anni.

Quando un paio di anni fa Mercedes ha firmato l’accordo con Adidas è partita la gara per aggiudicarsi la fornitura tecnica. OMP l’ha vinta con i suoi prodotti e da allora fornisce le tute a Mercedes aggiungendo al suo logo le tre strisce del brand di abbigliamento sportivo tedesco che equipaggia anche l’Audi. “Il rapporto con i grandi team non ci dà solo notorietà, ci permettere di alzare sempre il livello e di migliorare tutti i nostri prodotti, non solo quelli da Formula 1”.

Kimi aveva già cominciato a correre con le tute OMP quando era in squadra alla Tony Kart e da quando è in monoposto ha sempre indossato caschi Bell, i preferiti da 14 dei 22 piloti del circus. Non è ancora stato a Ronco Scrivia, ma ha promesso che presto andrà a trovare le 170 persone che lavorano in azienda per la Formula 1 e tutto il resto del mondo racing. Le tute vengono studiate e prodotte in Italia, mentre i caschi sono prodotti in Bahrain nello stabilimento a due passi dalla pista. Racing Force progetta e produce anche le microcamere che vengono installate all’interno dei caschi e ci fanno vivere la gara come se stessimo al volante di una monoposto, facendoci spesso chiedere come facciano a guidare a 200 all’ora vedendo quel che vedono. L’abito del pilota deve essere leggero (“qualcosa si potrà ancora guadagnare perché in Formula 1 cento grammi contano”), traspirante, comodo.

“I nostri tecnici che seguono i piloti sulle piste mi raccontano che quando ricevono una tuta nuova i piloti si dividono in due categorie. Quelli che la indossano e si guardano allo specchio e quelli che la indossano e si siedono per terra per verificare se sono comodi. Non sono tanti quelli che preferiscono il pavimento allo specchio. Ma sono Senna, Schumacher, Alonso e… ovviamente Kimi”. Anche dai dettagli si vede un campione.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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