L’ultima Stella di Hamilton

Il nero è sparito anche dalla carrozzeria. Scusate la battuta che non vuole essere razzista naturalmente. Ecco l’ultima Mercedes di Lewis Hamilton, la stella torna ad essere d’argento. E’ una Mercedes che continua seguire una sua filosofia senza copiare la Red Bull. Certo le pance che erano sparite tre anni fa oggi ci sono e anche belle grandi.

Sappiamo che abbiamo una montagna da scalare per lottare in prima linea. La pausa della stagione è andata bene e tutta la squadra è incredibilmente concentrata e determinata. Lo scorso anno ce la siamo giocata con Ferrari, McLaren e a volte Aston Martin, ma abbiamo accusato un grande divario nei confronti della Red Bull. L’obiettivo è ridurre quel divario. Lo sviluppo è andato bene considerando anche gli ambiziosi obiettivi che ci eravamo prefissati

Toto Wolff

La W15 è figlia di due anni di fallimenti che hanno indotto Hamilton alla grande fuga verso Maranello. Certo sarebbe buffo se quest’anno dovesse diventare una vettura vincente. “La progettazione di qualsiasi automobile è un processo iterativo. Abbiamo lavorato duramente per migliorare le aree di debolezza e speriamo di avere una base solida su cui costruire”, ha spiegato James Allison, uno che ha fatto il percorso inverso di Lewis..

Ma Hamilton che ha detto alla sua ultima presentazione in Mercedes? Nulla di particolare. Anche lui come i ferraristi racconta di pensare solo al 2024

“Gli insegnamenti degli ultimi due anni ci hanno aiutato a trovare la nostra direzione, la nostra stella polare. Sarà ancora nella fase dei lavori in corso, ma affronteremo qualunque sfida si presenterà a testa alta, con la mente aperta e lavoreremo diligentemente. Se non ti senti a tuo agio con la macchina, non sei in grado di ottenere il massimo delle prestazioni. Una vettura più stabile e più prevedibile ci consentirà di sfruttare il potenziale non solo dell’auto, ma anche di noi stessi come piloti”.

“So di cosa è capace questa squadra. Sono incredibilmente grato per il lavoro di ogni singola persona in questo team. Ogni volta che sei in fabbrica, puoi vedere la spinta e la determinazione di tutti. Siamo tutti super motivati per il prossimo anno e daremo tutto ciò che abbiamo nel viaggio che ci aspetta”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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