#MotoGp, #Marquez e il coraggio di avere paura

Certe volte il coraggio di aver paura può valere di più della voglia di dimostrare di essere i migliori. Marc Marquez si è arreso e si è ritirato dalla gara dopo aver tentato in tutti i modi di esserci.

E’ stato fermato dal dolore. Troppo forte anche per lui. Voleva fare un’impresa alla Lauda che a Monza turno in pista con il volto sanguinante appena 40 giorni dopo il rogo del Nurburgring. E invece ha fatto come Lauda al Fuji, ha avuto coraggio di avere paura. Tutto questo lo rende più umano anche se prima o poi tornerà a vestire il mantello di Superman…

“Ci ho provato, quando hai passione per qualcosa ci devi provare, questa è la mia mentalità – ha raccontato Marc -. Martedì dopo l’operazione non avevo troppo dolore e ho capito che tentare di correre era un’opzione. Io sono ottimista al 100%, volevo capire bene come reagiva il mio corpo e ne ho parlato con la Honda dicendo ‘vado a Jerez’ ma non so se riesco a correre’. Adesso posso dormire tranquillo, senza rimpianti e mettermi subito all’opera per essere pronto per Brno”.

Non avere rimpianti. Questo era il suo obbiettivo anche se in cuor suo probabilmente sognava di arrivare correre e magari salire pure sul podio. Un po’ Superman si credeva ma un po’ tutti in MotoGP sono fatti così… scoprirlo più umano non gli farà male. Magari sarà meno eroe ma acquisterà in simpatia. Lo vedremo più simile a noi. Con i nostri dolori e le nostre paure…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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