Stella conferma le papaya rules: in McLaren la strategia non cambierà. Norris e Piastri alla pari

Andrea Stella si è fatto una bella foto tra tutte le McLaren campioni del mondo esposte all’ingresso della sede, ancora spettacolare ma forse non troppo funzionale, voluta da Ron Dennis e progettata da sir Norman Foster. Non capita spesso di vederle tutte schierate, anche perché qualche anno fa, per evitare il fallimento, Zak Brown aveva dovuto vendere i tesori di famiglia, monoposto di Senna compresa.

La nuova vettura, attualmente ai banchi dinamometrici in Austria, si vedrà solo nei test della prossima settimana a Barcellona, i primi della stagione, quelli che si svolgeranno a porte chiuse. “Non gireremo lunedì, ma il secondo o il terzo giorno, ma siamo perfettamente nei tempi che ci eravamo prefissati, anche se dietro alla nuova monoposto c’è un lavoro senza precedenti perché mai mi era capitato un cambio regolamentare che nello stesso anno coinvolgesse ogni parte della vettura, dal telaio al motore, fino alle gomme e alla benzina. Ogni particolare, anche quelli all’interno del cambio che nessuno vedrà mai, è nuovo”, racconta il team principal campione del mondo.

È quasi un peccato per chi ha vinto l’anno scorso, dover ripartire da zero, dando alla concorrenza la possibilità di ribaltare subito la situazione. “Siamo campioni, ma il  titolo 2026 non conta più. Tutti partiranno dai blocchi di partenza, da zero. Noi sappiamo che dovremo riguadagnarci tutto in pista. L’anno scorso ho parlato spesso del nostro mindset che è quello dell’evoluzione continua. Affrontiamo il 2026 nella posizione più forte che io abbia mai visto in termini di competenze, capacità, organizzazione e cultura. Quindi, indipendentemente da dove saremo nei test o alla prima gara, restiamo fiduciosi che alla lunga la nostra organizzazione e la nostra cultura saranno un fattore di successo nel lungo periodo”.

Stella ha appena pranzato con Norris e avuto una lunga video call con Piastri. Essere campioni del mondo non cambia le regole. Le papaya rules restano lì, scolpite nei muri di Woking : “Continueremo a correre seguendo le nostre regole. Abbiamo vinto a modo nostro con correttezza, sportività, pari opportunità ed è giusto continuare così. I piloti sono d’accordo e abbiamo rivisto certe decisioni prese lo scorso anno per verificare che fossero corrette. Abbiamo trovato qualche dettaglio migliorabile, ma nulla di grosso”. Fin che vinceranno avranno ragione loro.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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