A casa di Max: istruzioni per l’uso

Dopo tre settimane di vacanza la Formula 1 torna in pista con una delle sfide più complicate del calendario, quella di Zandvoort. A casa di Max che festeggia il suo 300° Gp e con Kimi Antonelli che domenica diventa maggiorenne. Tante le curiosità con i motori che si riaccendono e viaggiano già in direzione Monza.

Il Gran Premio d’Olanda si svolge sul classico tracciato situato nei pressi del Mare del Nord, rinnovato negli anni scorsi proprio per poter tornare ad ospitare gli appuntamenti della massima competizione automobilistica, un rientro avvenuto nel 2021 dopo una pausa di 36 anni.

Le caratteristiche fondamentali sono state mantenute, a cominciare dalla tortuosità (14 curve: quattro a sinistra e dieci a destra in 4,259 chilometri di lunghezza) e dalla limitata larghezza della carreggiata, ma sono le due curve sopraelevate (la 3 e la 14, con una pendenza, rispettivamente di 19 e 18 gradi, maggiore di quella di Indianapolis, tanto per dare un riferimento) che rendono questa pista davvero unica nell’attuale calendario iridato.

Secondo i tecnici Brembo il Circuit Zanvoort da 4.259 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 malgrado la presenza di 9 frenate al giro. Soltanto 2 sono però della categoria Hard e una Medium: per tutte le altre la decelerazione non raggiunge nemmeno i 3 g e il carico sul pedale del freno resta sotto i 90 kg

Le sopraelevate rappresentano una sfida abbastanza insolita in Formula 1, sia per i piloti che per le monoposto. E lo stesso vale per le gomme, perché la superiore velocità di percorrenza delle curve sopraelevate rispetto a quelle senza pendenza esercita forze ancora maggiori.

Non è un caso che per l’appuntamento di Zandvoort siano state confermate le tre mescole Pirelli da asciutto più dure della gamma 2024, già utilizzate sin da quando sono state introdotte le gomme da 18”: la C1 come P Zero White hard, la C2 come P Zero Yellow medium e la C3 come P Zero Red soft.

Il degrado termico è sulla carta un fattore molto rilevante ma molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche che si avranno alla fine di agosto.

La curva più dura del Circuit Zandvoort per l’impianto frenante è la 1, soprannominata Tarzan: pare fosse il nickname del proprietario del terreno che si convinse a cederlo solo in cambio del battesimo della curva a suo nome. Le monoposto vi arrivano a 308 km/h e scendono a 122 km/h in 2,25 secondi durante i quali percorrono 116 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 4,5 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 136 kg. La potenza frenante è invece di 2.303 kW.

L’Olanda confina col Belgio e abbiamo visto prima della pausa come a quelle latitudini le condizioni meteorologiche possano mutare da un giorno all’altro e anche nell’arco della stessa giornata, rendendo il concetto di estate come la stagione del caldo e del sole assolutamente relativo.

Le temperature medie a Zandvoort nella parte finale di agosto oscillano fra i 14 °C e i 20 °C, il che potrebbe aiutare i piloti a gestire anche le mescole più morbide, come ad esempio testimoniano i 50 giri completati da Tsunoda con la Soft nella gara dello scorso anno.

Un ulteriore elemento di variabilità è dato dalla vicinanza del circuito al mare, da cui è separato solamente da una duna e una strada, con il vento che spesso porta della sabbia sull’asfalto che potrebbe limitare l’aderenza offerta ai pneumatici.

La gara dello scorso anno è stata caratterizzata proprio da condizioni meteo molto mutevoli, tanto è vero che sono state utilizzate tutte e cinque le tipologie di pneumatici disponibili.

La slick più impiegata è stata la Soft, scelta alla partenza da 19 piloti su 20 (Hamilton su Medium l’unica eccezione). La pioggia iniziata a cadere subito dopo il via rese protagoniste le Cinturato Intermediate, poi ritornate in voga anche nella parte finale, dopo che in mezzo c’era stata una lunga parentesi riservata alle slick.

Tre piloti – i due della Red Bull ed Esteban Ocon – addirittura provarono anche a saggiare il comportamento delle Cinturato Wet. La gara ha fatto registrare un elevatissimo numero di sorpassi e un primato in termini di pit-stop (82).

In condizioni stabili, le simulazioni della vigilia danno sulla carta la strategia ad una sosta come la più veloce, da preferire anche perché, teoricamente, i sorpassi sono merce rara, sia perché la pista è molto stretta sia perché i rettilinei sono pochi e i punti di sorpasso molto limitati.

Se dovesse fare caldo, allora le mescole più dure dovrebbero essere le favorite, in caso contrario anche la Soft entrerebbe in gioco per la gara.

Il circuito di Zandvoort ha ospitato tutte e 33 le edizioni del Gran Premio d’Olanda valide per il Campionato del Mondo di Formula 1, la prima nel 1952. Il pilota che ha vinto più volte è Jim Clark, che ha firmato quattro successi.

Max Verstappen, sempre vittorioso da quando la Formula 1 è tornata in Olanda, ha quindi la possibilità di agganciare lo scozzese.

Nelle qualifiche di sabato, il pilota della Red Bull potrebbe invece diventare il primatista in termini di pole position, visto che ora condivide il record (3) con René Arnoux.

Zandvoort ha ospitato finora 33 GP e soltanto due piloti sono riusciti a vincere partendo oltre la quarta fila. Il primo fu René Arnoux nel 1983 con la Ferrari 126C3 che impiegava in esclusiva la pinza Brembo a quattro pistoni composta da due semi-pinze fuse in alluminio e accoppiate meccanicamente. Il francese era 3° quando al 42° giro uscirono di pista Nelson Piquet e Alain Prost che lo precedevano per errori in staccata, forse causati dai freni. Per Arnoux fu l’ultimo successo in F.1.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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