A Suzuka aspettando un segnale della Red Bull e uno di Leclerc

Nessuno ci crede, ma tutti ci sperano. Nessuno crede che la Red Bull possa ripetere in Giappone il flop di Singapore, ma sotto sotto lo sognano in tanti. Non per cambiare qualcosa nel mondiale di quest’anno, già ampiamente in tasca di Max Verstappen, ma per pensare a un 2024 diverso e non a un altro monologo verstappenniano. Mancano sette gare alla fine del campionato, ma questo del Giappone sta assumendo le sembianze del Gran premio della Verità.

Tra le qualifiche e la gara scopriremo se le nuove direttive tecniche su fondo e flessibilità delle ali hanno davvero ingabbiato la Red Bull o se l’incubo di Horner, Newey e Verstappen è già sparito. Il Giappone potrebbe avere l’effetto di un bel risveglio mattutino dopo un brutto sogno. Apri gli occhi e i fantasmi sono scomparsi. Sarà il cronometro a raccontarci la verità perché se la Red Bull dovesse essere in difficoltà anche su una pista come quella di Suzuka con le sue curve lunghe e veloci in cui i freni vengono usati pochissimo, allora il panorama cambierebbe davvero.

“Se abbiamo capito il perché del blackout di Singapore? Gli ingegneri hanno lavorato tanto, ma conta che l’anno prossimo su quella pista dove io non ho mai finto finora, vada diversamente – dice Verstappen – Per Suzuka non sono preoccupato e non vedo l’ora di mettermi in macchina”. Paura di floppare ancora? Nessuna par di capire.

vedi Istruzioni per l’uso di Suzuka: il gran premio della verità

Un parere che si sposa benissimo con quello di Carlos Sainz, il trionfatore di Singapore, il nuovo professore della Formula 1: “Ci aspettiamo di vedere le Red Bull davanti e noi in lotta testa a testa con Mercedes e McLaren. Penso che questo sarà un weekend più difficile e che potrà ripresentare i nostri limiti, ma allo stesso tempo sono anche più ottimista rispetto a prima ora voglio restare concentrato sul fatto che se riuscissimo a fare un buon giro in qualifica per poi difendere la posizione in gara come abbiamo fatto lo scorso weekend, guardando un po’ più negli specchietti, potrebbe arrivare un buon risultato“.

Carlos riporta la palla al centro. “La macchina è ancora difficile da guidare, fatichiamo un po’ nelle curve lunghe, ma è anche un’auto che in alcune occasioni può offrirti la possibilità di conquistare la pole position come è successo a Charles a Baku, come quasi ci è capitato a Monaco e come abbiamo fatto a Monza e a Singapore. Ci può dare quindi dei bei momenti e vogliamo ancora riviverli”.

Si ricomincia pensando all’unico obiettivo rimasto in Ferrari in questo finale di campionato: il secondo posto nel Mondiale Costruttori. La Mercedes ha ancora 24 punti di vantaggio. “L’obiettivo della Ferrari è quello di tornare a vincere il prima possibile, ma il secondo posto in campionato è quello che dobbiamo provare ad ottenere quest’anno. E ci proveremo”, assicura Charles Leclerc che in realtà ha un obiettivo tutto suo: riprendersi la Ferrari finita nelle mani di Sainz.

“In generale la mia stagione è stata meno competitiva rispetto a quella precedente – ha spiegato – mi sento un po’ meno a mio agio su questa macchina rispetto a quella dell’anno scorso, in cui era più facile gestire il sottosterzo. Quest’anno è più difficile, ma lo sappiamo e stiamo lavorando per poter migliorare, anche se c’è bisogno di tempo. Per ora dobbiamo programmare il setup anche sulla base di questo, che non è qualcosa di piacevole per me. Nel frattempo devo adattare il mio stile di guida, ma non è del tutto semplice. Carlos si trova meglio a gestire il sottosterzo, mentre io il sovrasterzo, ma per non ora non è possibile per me”.

È meglio si dia una mossa perchè partire un’altra volta dietro a Carlos sarebbe un pessimo segnale

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.