Auguri a Leclerc, ma a 26 anni non può più essere il Predestinato..

Auguri Charles, sono 26 e purtroppo aumentano più velocemente del numero delle vittorie, ferme a 5 dal Gran premio d’Austria dello scorso anno. Era il 10 luglio e la Ferrari ci credeva ancora, poi è arrivata la gara francese con l’errore che ha spento la luce, ancora prima che quella Ferrari sparisse del tutto dalle cronache delle gare.

Inutile dire che Charles si immaginava un 26° compleanno differente. Invece spegne le candeline una settimana dopo che Max Verstappen, 26enne da due settimane, ha appena festeggiato il suo terzo titolo mondiale e in coda a una stagione in cui ha dovuto inghiottire più amarezze che altro.

La Ferrari gli sta rovinando i suoi anni migliori e Charles rischia ti attorcigliarsi su se stesso con errori che prima non commetteva e l’incubo di un compagno di squadra che ha preso le misure e adesso gli sta sempre molto vicino, se non davanti.

Quando aveva compiuto 22 anni Charles pensava di avere il mondo in mano. Aveva appena vinto le prime gare della sua vita in Belgio e a Monza. Il predestinato si stava prendendo il palcoscenico. Oggi continuare a chiamarlo Predesinato probabilmente non ha più senso perchè a 26 anni non può più essere un Predestinato se non hai ancora vinto un mondiale.

Dopo 5 anni in Rosso siamo ancora qui a dirci che la Ferrari deve salvare il soldato Leclerc e dargli una macchina vincente. E’ l’unico modo. Quando ha avuto una macchina vincente Charlrs non ha fallito (a parte Francia dello scorso anno), ha sbagliato più frequentemente quando ha dovuto forzare per cercare di cavare il sugo da una rapa come spesso è stata la Ferrari SF-23.

Quest’anno ha sbagliato anche sul suo terreno: in qualifica a Monza e Singapore. Lui che sul giro secco è il migliore, ha sentito la pressione come mai gli era capitato prima. Segno degli anni che passano. ha paura che l’attimo gli sfugga per sempre. Va capito. Il fantasma di Jean Alesi continua ad abitare i suoi sogni.

La Ferrari più che fargli gli auguri e preparargli un nuovo contratto sontuoso, gli dia una macchina decente.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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