
La Formula 1 torna subito in pista in Belgio per l’ultima gara prima del summer break. Si passa da uno dei circuiti più lenti del campionato a uno dei più veloci ed entusiasmanti dove è stato rifatto completamente l’asfalto. saraò ancora una sfida tra Verstappen e la McLaren? Molto probabile. Con l’aggiunta del derby belga tra la mamma di Max e quella di Lando.
- Con i suoi 7,004 km, Spa-Francorchamps è il circuito più lungo del calendario. Di conseguenza, la gara si svolge sul minor numero di giri dell’anno: 44.
- Sette chilometri di puro spettacolo che si snodano sulle strade disegnate sui saliscendi delle Ardenne, contornati da una foresta che rende il paesaggio ancor più magico ma che, al tempo stesso, nasconde insidie ad ogni chilometro.
- Eau Rouge, Raidillon, Source, Kemmel, Stavelot, Malmedy: questi e altri ancora sono i nomi che hanno reso il tracciato che ospita il Gran Premio del Belgio famoso in tutto il mondo.
- Quest’anno la pista si è rifatta il trucco: un nuovo manto di asfalto è stato steso per buona parte della sua lunghezza, una variabile importante da tener presente nella preparazione della gara.
- La Pirelli ha già saggiato il nuovo asfalto un mese fa, in occasione della 24 Ore di Spa, la “classica” del GTWC di cui la casa milanese è fornitrice unica di pneumatici. Durante l’evento del giugno scorso le GT3 hanno fatto registrare tempi inferiori di oltre tre secondi rispetto all’anno precedente, a parità di mescola.
- Ovviamente, le prestazioni delle vetture GT non possono essere paragonate a quelle di una monoposto di Formula 1, nemmeno attraverso gli attuali, avanzatissimi strumenti di simulazione, ma è assai prevedibile che la novità produrrà un significativo abbassamento dei tempi sul giro e un aumento importante dell’aderenza nei tratti riasfaltati.
- La discesa verso la prima zona di frenata alla curva 1 (La Source) è una delle più brevi della stagione con i suoi 137 metri. Solo l’Azerbaigian (90 metri) e Las Vegas (111 metri) sono più brevi.
- La scia a Spa-Francorchamps è molto potente a causa dei lunghi rettilinei, in particolare nel tratto dopo il Raidillon. Nel primo giro questo è ancora più potente, perché i piloti che inseguono possono risucchiare più auto. Anche la mancanza del DRS al primo giro aumenta questo effetto.
- Dall’uscita di La Source alla staccata di Les Combes, i piloti tengono il piede sull’acceleratore per circa 23 secondi (e 1.875 metri) di tracciato.
- Secondo l’analisi tecnica del team Brembo, il Circuit de Spa-Francorchamps, esteso per 7.004 metri, rientra nella categoria dei tracciati ad alta sollecitazione dei sistemi frenanti. Valutato con un indice di difficoltà pari a 4 su una scala da 1 a 5, il circuito presenta cinque zone di frenata categorizzate come ‘Hard’, ciascuna caratterizzata da decelerazioni che eccedono i 4 g.
- Inoltre, tre di queste zone di frenata impongono un impiego dei freni per oltre 2,8 secondi e distanze di arresto che si estendono per almeno 120 metri.
- La curva numero 5 del Circuit de Spa-Francorchamps rappresenta la massima sfida per l’impianto frenante delle monoposto. In prossimità di questa curva, le vetture raggiungono una velocità di 320 km/h lungo il rettilineo del Kemmel e devono ridurre la loro velocità a 167 km/h in soli 1,62 secondi, coprendo una distanza di 99 metri. Durante questa manovra, i piloti sono sottoposti a una decelerazione massima di 4,5 g e devono esercitare una forza di 135 kg sul pedale del freno. La potenza frenante generata in questo processo è di 2.401 kW, una testimonianza dell’eccezionale capacità di assorbimento energetico delle componenti Brembo.
- Per la quattordicesima gara della stagione, la Pirelli ha selezionato le stesse mescole usate nell’ultimo biennio, vale a dire il tris composto dalla C2 come P Zero White hard, dalla C3 come P Zero Yellow medium e la C4 come P Zero Red soft.
- Dal punto di vista dello stress per i pneumatici, Spa-Francorchamps è uno dei tracciati con la media più elevata, anche se non raggiunge i picchi di Silverstone e Suzuka. Sono presenti tutte le tipologie di curve, raccordate da tratti molto veloci, caratteristiche che rendono complicato il lavoro delle squadre nell’identificazione del compromesso aerodinamico ideale.
- Non è raro vedere monoposto che sono molto forti nel primo e nel terzo settore, quelli più veloci, e in difficoltà nel secondo, quello più lento, o viceversa.
- Alcune combinazioni di curve – vedi quella Eau Rouge-Raidillon- sono molto impegnative e hanno caratteristiche peculiari, nella fattispecie una forte compressione che mette a dura prova tanto la vettura quanto il pilota.
- Solitamente, su questa pista il degrado è soprattutto termico ma il nuovo asfalto potrebbe essere un fattore determinante anche su questo aspetto, vista la maggior aderenza che offrirà alle gomme.
- Infine, come non considerare il meteo come un elemento determinante per il risultato di un fine settimana di corse a Spa-Francorchamps? Se c’è un weekend nel calendario motoristico – non soltanto di F1 – in cui la variabilità delle situazioni climatiche può avere un ruolo è proprio questo, non soltanto per la possibile alternanza di condizioni anche molto diverse da un giorno all’altro ma anche perché si possono avere contemporaneamente livelli di aderenza dell’asfalto completamente differenti fra un punto e l’altro del circuito.
- Inoltre, la lunghezza del giro può rendere particolarmente penalizzante un sia pur piccolo errore di valutazione per il cambio di gomme in caso di passaggio da quelle da asciutto a quelle da bagnato e viceversa, sia in gara sia, soprattutto, in qualifica.
- L’anno scorso la pioggia non si fece vedere in gara ma fu protagonista nei giorni precedenti di un weekend che si articolava col formato Sprint. La domenica pomeriggio tutti i piloti utilizzarono le slick, privilegiando quasi esclusivamente le mescole Medium (13 al via) e Soft (7): soltanto uno (Norris) usò per una dozzina di giri un set di Hard.
- Fra i piloti che portarono a termine la corsa, la grande maggioranza effettuò due soste, con l’eccezione rappresentata da Russell, Stroll e Gasly, che suddivisero i 44 giri previsti in parti quasi uguali: primo stint di 22 giri con la Medium per il pilota della Mercedes che poi passò alla Soft, 20 per Stroll con la C3 e poi 24 con la C4, mentre il collega della Alpine partì con la Soft (23 giri) e chiuse con la Medium. Dei tre, l’inglese e il canadese riuscirono a chiudere in zona punti, rispettivamente al sesto e al nono posto.
- Il pilota che ha trionfato più volte (6) in questa gara è Michael Schumacher, che a Spa esordì nel 1991 e l’anno dopo ottenne la prima delle sue 91 vittorie: lo seguono Ayrton Senna (5), Lewis Hamilton, Kimi Raikkonen e Jim Clark, tutti con tre successi ciascuno.
- Hamilton è primo nella classifica delle pole position (6) e dei piazzamenti sul podio (10).
- Fra i costruttori, la Ferrari guida la classifica dei successi (18), quattro in più della McLaren e dieci in più della Lotus.
- Primato della Scuderia anche in termini di pole position (16) e piazzamenti sul podio (50).


