#Briatore 70 dalla #Formula1 alla Formula Italia

Il ritratto di Roberto Rinaldi

Oggi, domenica di Pasqua, auguri a tutti voi e grazie per la fiducia, Flavio Briatore compie 70 anni. Auguri anche a lui che dopo aver lasciato una traccia profonda nel mondo della F1, ha la bizzarra idea di buttarsi in politica (in tanti si sono già fatti avanti per averlo).

Dalla sua attività sui social e in tv mi par di capire che voglia passare dalla Formula1 alla Formula Italia cercando di dire la sua per il bene del Paese. Troverebbe un sacco di consensi perché l’uomo ci sa fare ed è concreto.

Una delle prime volte che l’ho visto alla fine degli anni Ottanta si stava mangiando una tartina alla carne di serpente. Eravamo a Phoenix, Arizona e lui stava cominciando a far capire al mondo della Formula 1 di non esser capitato per caso… voleva costruire qualcosa di storico. E ci è riuscito.

Ha vinto i mondiali con la Benetton, li ha vinti con la Renault. Ha vinto con Schumacher e Alonso che aveva scoperto e lanciato. Sette titoli in tutto. E la Ferrari per aprire un ciclo vincente ha ingaggiato Schumi e mezza Benetton, lui escluso. Finita l’avventura in F1 con squalifica ricevuta e poi annullata, si è dedicato all’intrattenimento creando il marchio billionaire…

Per questo è uno dei 50 ritratti del mio ultimo libro. Lo trovate qui Come sorpresa nell’uovo ecco il capitolo:

Flavio Briatore sceglieva le fidanzate sfogliando il Calendario Pirelli. Era arrivatocosì a Naomi Campbell e Heidi Klum. Per scegliere i piloti, invece, non consultava alcun almanacco. Tanto di Formula 1 – e sono parole sue – non ha mai capito nulla. Gli bastava il fiuto. Come un rabdomante in cerca dell’acqua, Briatore era abilissimo a individuare le fonti nascoste o appena emerse e a metterle sotto contratto.

Così arrivò prima a Michael Schumacher e poi a Fernando Alonso conquistando 7mondiali (4 piloti, 3 costruttori) con la Benetton e la Renault. L’impresa vera, quella che aveva fatto infuriare anche l’avvocato Agnelli (“come facciamo a perdere contro dei fabbricanti di maglioni?”) è stata di vincere il mondiale piloti e costruttori con la Benetton nata dalle ceneri della Toleman. Era una squadra congegnata così bene che poi la Ferrari ne rilevò quasi in toto gli uomini chiave per costruire l’epopeaSchumacher.

Il geometra Briatore si era diplomato con una tesina su una stalla. Con il tempo, dopo un inizio di carriera misterioso, una condanna legata al gioco d’azzardo e una fuga alle Isole Vergini, ha imparato a mungere, facendoli divertire, i milionari di tutto il mondo con i suoi Billionaire e Twiga sparsi tra la Costa Smeralda, la Versilia, Montecarlo, Dubai… Deve tutto a Luciano Benetton che gli affidò l’operazione Formula 1 dandogli carta bianca. Ma lui non ha sfruttato l’occasione solo per diventare ricco e fidanzarsi con modelle da calendario e sposarsi (per poi divorziare) con una show girl come Elisabetta Gregoraci che gli ha dato un erede, Nathan Falco, dal futuro assicurato, visto che è il clone di papà. Briatore ha cambiato a modo suo la Formula 1 che prima era dominata e governata dai costruttori inglesi.

Ha dato più importanza agli uomini e allo show e meno ai bulloni e alle manie degli ingegneri. D’altra parte è amico di Donald Trump e Silvio Berlusconi, oltre che di Bernie Ecclestone (con il quale aveva acquistato anche il Queens Park Rangers).

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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