Dall’Olanda scrivono: Horner ha tentato di insabbiare il caso

Christian Horner l’altra sera era tranquillamente al suo posto accanto a Max, Checo e Newey a presentare la nuova Red Bull RB20 che ha già stupito tutti (Una Red Bull mai vista: cattiva e aggressiva). Ha raccontato di essere tranquillo, dando appuntamento a tutti in Bahrain. Dopo 20 anni non ha nessuna intenzione di lasciare.

“C’è un processo e lo rispetto pienamente. Ovviamente si tratta di una distrazione per il team, ma posso assicurare che la squadra è molto unita – aveva detto alla BBC – Nei momenti di incertezza, il gruppo si unisce ancora di più. E non ho mai visto il team più unito e solidale di così. Tutti sono concentrati sulle prestazioni della vettura e nella difesa dei due titoli mondiali. La Red Bull ha avuto una posizione chiara, ovvero quella di farci continuare normalmente nelle nostre attività. Chiaramente ci sono queste accuse e c’è un procedimento che stanno portando avanti. Personalmente nego ogni accusa e proseguo nel mio ruolo“.

Tutto sembrava sotto controllo, poi ecco che dall’Olanda, dal sito di De Telegraaf , quello che ha fatto uscire la notizia, bel infornato grazie ad una fonte diretta (papà Jos?), arrivano le ultime bombe. Ecco il nome della vittima, Brit, e il racconto del tentativo di Horner di insabbiare tutto offrendo un bell’assegno da 760 mila euro.

Sembra infatti che dai dati di app e telefono,  Christian Horner abbia effettivamente inviato messaggi a sfondo sessuale e che lo abbia fatto per un periodo di tempo considerevole, racconta il quotidiano olandese aggiungendo che Horner ha tentato di chiudere la vicenda offrendo tramite i suoi legali un accordo con il versamento di 760 mila euro.

La proposta di insabbiamento, racconta De Telegraaf, sarebbe avvenuta  24 ore dopo la richiesta di chiarimenti del giornalista nei confronti di Christian Horner, prima che la vicenda divenisse di dominio pubblico.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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