Quello di Monza sarà un weekend particolare. L’arancione di Zandvoort virerà sul rosso. Si passerà dai tifosi di Max a quelli della Ferrari. Ma il sogno che possa ripetersi il miracolo del 1988 quando Berger e Alboreto interruppero la serie vincente delle Mclaren di Senna e Prost è lontanissimo.
Il giovedì è il giorno delle parole (e in casa Mercedes del rinnovo di Hamilton e Russell per altri due anni). Leclerc, Sainz e Vasseur non fanno finte promesse. Vincere non si può… magari il podio.
Nessuna falsa promessa, anche perchè ultimamente non ne hanno azzeccata una. Dove annunciavano una Ferrari competitiva, capitava il disastro. Una Ferrari imprevedibile, anche se nessuno dà le colpe al simulatore. “Con queste vetture ci sono coso che in galleria del vento non puoi prevedere. Guardate il bouncing. Nessuno lo aveva previsto. Quando con la Sauber andammo a girare a Fiorano io telefonai a Mekies per chiedergli: ma avete rifatto l’asfalto?”.
“Abbiamo fatto tantissimi test anche durante la FP1 a Zandvoort per capire meglio la situazione. Abbiamo capito diverse cose, anche se le sospettavamo già. Si tratta più di una conferma che di qualcosa di inaspettato. Purtroppo non abbiamo una soluzione a breve termine per questa tipologia di piste come Zandvoort, mentre qui a Monza dovremmo essere più vicini al pacchetto utilizzato a Spa, quindi dovremmo andare meglio”, dice Leclerc.
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“I problemi e le limitazioni della macchina sono state compresi bene. Ora dobbiamo trovare le soluzioni, che rappresenta l’aspetto più complicato e su cui stanno lavorando tutti i ragazzi a Maranello. Ma non si tratta di problemi che non conoscevamo prima, sappiamo quali sono i punti deboli della macchina. Ora abbiamo delle conferme, ma non sono problemi che non vengono dal nulla. Ora sta a noi trovare le soluzioni però”.
“Direi che le caratteristiche della pista sono un motivo per essere ottimisti. Cinque o sei gare fa non lo avrei mai detto, ma dopo aver visto le nostre prestazioni a Budapest e Zandvoort, tracciati piuttosto tecnici dove abbiamo faticato, e aver constatato che quello di Spa è stato uno dei nostri migliori weekend sul piano delle prestazioni, Monza si avvicina più al Belgio come caratteristiche. Spero veramente che le nostre prestazioni qui a Monza siano più simili a quelle viste a Spa”.
“Siamo in una situazione molto differente per il 2019. Credo che per la vittoria, a meno che non succeda qualcosa alle due Red Bull, sarà molto difficile tenerli dietro nel caso partissimo dalla pole position, anche se riuscire a ottenere la pole sarà estremamente complesso. Per il podio, si tratta di una possibilità, credo che, se riusciamo a fare un buon weekend come visto a Spa, non ci siamo difesi per tutta la gara, ma stavamo gestendo il gap su chi avevamo dietro. Quello è l’obiettivo per questa domenica”.
La sua lotta mondiale con Sainz
“Non posso dire che non guardo la classifica, perché Carlos è l’unico pilota che ha la mia stessa macchina. Le posizione in cui ci troviamo e per le quali lottiamo, però, non sono le posizioni che vorremmo e dunque l’attenzione che do alla classifica è minore rispetto a quella che darei se fossimo in lotta per le prime posizioni”.
“Non ci saranno grandi sviluppi, ma ci saranno comunque piccole cose. Questo è all’approccio che abbiamo che abbiamo mantenuto anche nella prima parte della stagione, ovvero piccole novità ma consistenti in modo da trovare la giusta direzione. Poi non è qualcosa scritto nella pietra. Al momento stiamo lavorano per trovare delle soluzioni e, nel caso trovassimo qualcosa che ci potrebbe permettere di fare uno step in avanti importante entro fine anno, sono sicuro che arriverà. Ma dirlo adesso è troppo presto. Sicuramente ci sono piccoli aggiornamenti che arriveranno durante alla stagione”
“Questo comportamento è comparso quest’anno, con questa vettura faccio più fatica perché è davvero imprevedibile. Soffriamo tantissimo il vento e, anche se abbiamo lavorato tanto compiendo dei passi in avanti, c’è ancora tanto lavoro”.
“A me che piace una vettura sovrasterzante faccio più fatica ad averla con quelle caratteristiche perché è imprevedibile, e quindi devo guidare più con del sottosterzo, anche se non una caratteristica del mio stile di guida e non mi piace più di tanto. Ma al momento è il modo migliore per sfruttare questa macchina”.
“Indubbiamente, ogni volta che carichiamo meno le ali, se ci sono variazioni e comportamenti imprevedibili perdi meno perché le ali sono meno cariche. Questo ci aiuta sicuramente a noi piloti per avere una macchina più prevedibile, perché quando perdi grip ne perdi meno rispetto a quando sei su una configurazione da alto carico. Questo potrebbe aiutarci nel corso del weekend, ma aspettiamo domani prima di parlare troppo presto”.


