Il Cavallino è mancante anche sulla copertina di Autosprint che resta pur sempre l’unico settimanale automobilistico. Ferrari indifendibile. D’altra parte se dopo 6 gran premi (e due sprint) non è ancora riuscita ad estrarre il potenziale dell’auto i casi sono due: o è sbagliata la macchina o sono sbagliati gli uomini che la gestiscono. Gli unici esenti da colpe sono i piloti che si limitano a dire “A Miami avremmo anche potuto dire di peggio”.

Così mentre Lewis Hamilton sfila elegantissimo di bianco vestito al Met Gala di New York raccontando di aver studiato per mesi l’abbigliamento (esattamente come fatto per la prima foto da Maranello), ecco che sulla Ferrari piovono un po’ di domande:
Se questa è la prima vera Ferrari di Vasseur, forse è meglio
cominciare a preoccuparsi per il 2026 quando cambieranno le regole del gioco.
Quello che comincia a mancare è la fiducia nel futuro. Ci sono troppi dubbi da risolvere per poter credere in una resurrezione immediata (a a Barcellona quando cambieranno le regole…) ma anche per pensare a un 2026 vincente.
- Perché dovremmo fidarci di chi non è riuscito a sviluppare una monoposto in fin dei conti vincente come quella dello scorso anno?
- Perché dovremmo fidarci di chi sta dilapidando il talento di Hamilton e distruggendo i sogni di Leclerc?
- Perchè non è stato protetto il clamoroso investimento fatto ingaggiando Hamilton?
- Perchè dovremmo dare fiducia a Loic Serra come direttore tecnico visto che la sua specialità in Mercedes era la gestione delle gomme che oggi pare essere il problema più grande della Sf-25?
- Perché dovremmo credere che questi siano gli uomini giusti per spezzare un digiuno che dura dal 2007?
- Perchè dovremmo continuare a credere che ingaggiare Hamilton e non Newey sia stata la scelta giusta?
Il problema è l’oggi, ma a questo punto anche, se non soprattutto, il domani.


