
Più che un venerdì bugiardo è stato un venerdì tormentato dalla pioggia che ha neutralizzato le FP2, quelle abitualmente dedicate all’inseguimento del tempo e poi, nella seconda parte, alla simulazione gara. Restano così solo i dati della FP1 da analizzare.
Pochi per avere un quadro chiaro, ma già abbastanza indicativo. L’impressione è che la Ferrari anche a Suzuka abbia colmato il gap dalla Red Bull e a raccontarlo, più dei 0″213 di distacco presi da Sainz, è il parziale del primo settore, quello con l’infinita sequenza di curve che va dalla 3 alla 7, in un lungo destra-sinistra, uno snake giapponese molto indicativo per le doti della monoposto, in cui Sainz ha perso soli 26 millesimi da Max.
Una Ferrari che conferma i progressi mostrati fin qui, ma ancora non si riesce a capire quanto grande sia stato il miglioramento su una pista che l’anno scorso a fine stagione era stata molto ostica per le Rosse con Leclerc solo quarto in qualifica a quasi 7 decimi da Max e battuto anche dalle due McLaren. In gara poi le posizioni non cambiarono e Charles arrivò al traguardo a più di 43 secondi da Max con la Red Bull che a Suzuka festeggiò anche il titolo Costruttori.
Al mattino Carlos e Charles hanno iniziato a girare con gomme Hard con le quali hanno ottenuto lo stesso tempo al millesimo (1’31”913). La sessione è stata poi sospesa per 12 minuti a causa di un’uscita di pista di Logan Sargeant (povera Williams!) e alla ripresa Lecl e Sainz sono tornati in pista con gomme Soft, con le quali hanno ottenuto i loro tempi: 1’30”269 per Carlos, 1’30”558 per Charles. Nel finale su entrambe le SF-24 è stato caricato carburante per girare brevemente in configurazione gara, lo spagnolo con gomme Soft, il monegasco con le Hard. Sainz ha completato 20 giri, Charles 18.

La mini sorpresa del venerdì bagnato di Suzuka è stata piuttosto una mini conferma: in questo momento Sainz sembra trovarsi più a sua agio sulla SF-24 di Leclerc che, come ha ammesso l’altro giorno, comincia a sentire un po’ il peso di queste mancate vittorie. Da segnalare il casco di Leclerc, dedicato al suo amico Bianchi sulla pista dove proprio 10 anni fa fu vittima dell’incidente da cui non si è più risvegliato fino alla scomparsa nel luglio del 2015.
“Non un venerdì ideale visto che abbiamo perso tutta la seconda sessione a causa della pioggia – ha commentato Sainz -. In quella del mattino mi ero trovato piuttosto bene in macchina, e non vedevo l’ora di tornare in pista per continuare il lavoro di messa a punto. Purtroppo, però, nel pomeriggio l’asfalto era troppo bagnato per le gomme intermedie e negli ultimi minuti troppo umido per le slick, quindi siamo rimasti in garage eccetto qualche giro nel finale.
Un peccato, ma siamo tutti nella stessa situazione e comunque avremo ancora tempo nelle libere di domani per completare la preparazione per le qualifiche”
La loro sfida in qualifica avrà un sapore particolare dopo quello che abbiamo visto a Melbourne quando l’errore di Charles gli costò poi la vittoria. Per sperare di poter approffittare di una defaillance della Red Bull bisogna essere lì, davanti al proprio compagno di squadra. Per quresto la posizione in qualifica in casa Ferrari assume un’importanza maggiore.
“È stata una giornata così così – il commento di Leclerc -. Dopo la prima sessione avevamo individuato alcuni aspetti sui quali lavorare per ottimizzare il set-up. Poi però nel pomeriggio non abbiamo praticamente girato e così non siamo riusciti a trovare le risposte che cercavamo, particolarmente sul giro secco. Ci lavoreremo in Fp3 per arrivare pronti alla qualifica”


