Ferrari test a Barcellona. Chi è Adami il nuovo ingegnere di Hamilton

La Ferrari è scesa in pista a Barcellona con Hamilton e Leclerc e una vecchia Sf-23 per tre giorni di test, i cosiddetti TPC (Test Previous Cars). Lewis deve familiarizzazione con le procedure e con il suo nuovo ingegnere di pista e Charles che a Fiorano aveva girato solo sul bagnato deve allenarsi un po’ con qualche giorno in abitacolo per dei giri ad alta velocità. In più sono test utili anche per allenare la squadra…

Ma chi è Il nuovo Bono di Lewis Hamilton? Riccardi Adami arriva da Concesio in provincia di Brescia dove è nato il 27 novembre 1973.

L’uomo che ha accompagnato gli anni in rosso di Sebastian Vettel e poi quelli di Carlos Sainz, sarà l’ingegnere di pista di sir Lewis Hamilton.

INIZI IN MINARDI – Laureato in ingegneria in area telaistica all’Università di Brescia nel 2001, ha poi cominciato la sua avventura in Formula 1 con la Minardi (poi Toro Rosso) nel 2002, arrivando a Maranello nel 2015. “”È cominciato tutto quando ero studente universitario e ho capito che mi piaceva da impazzire ogni aspetto tecnico connesso al motorsport. Per questo ho deciso di approfondire quest’ambito per comprendere questo mondo meraviglioso e dopo gli studi non è stato troppo difficile riuscire a lavorarci. Anche grazie a un po’ di fortuna, poi, sono arrivato in Formula 1 e da lì alla Scuderia Ferrari, dove mi diverto veramente tanto nel mio ruolo”.”. Tutto è cominciato con uno stage in Minardi, la culla di tanti protagonisti della Formula 1 di oggi.

IL SUO RUOLO – “Svolgo questa professione da anni e non riesco a fare a meno delle sensazioni che si provano durante il weekend di gara soprattutto quando si svolge un buon lavoro. Il Campionato è lungo e a volte è complicato gestire i momenti di grande tensione che si possono creare. Sto comunque seguendo una mia passione ed è un orgoglio far parte della Scuderia Ferrari”, aveva detto qualche tempo fa.

CON BEARMAN _ “Nel mio ruolo è fondamentale curare la comunicazione con il pilota per coglierne le sensazioni e trasmettergli le informazioni utili a seconda delle circostanze e delle condizioni di contorno, che sono sempre estremamente mutevoli. Ho lavorato con piloti dalle caratteristiche diverse e l’esperienza mi aiuta a valutare le singole situazioni per metterli in condizione di performare al meglio. Con Bearman quest’anno, ad esempio, avevamo poco tempo a disposizione ed è stato importante fornirgli le giuste informazioni per condurre qualifica e gara. Nel corso di un campionato è possibile invece lavorare più a lungo per sviluppare un’affinità sempre crescente tra il pilota e la squadra.            

LUI E VETTEL – Il suo rapporto più duraturo è stato quello con Sebastian Vettel (che ne ha parlato benissimo a Hamilton): “Ho moltissimi bei ricordi legati a Seb negli anni trascorsi insieme sia in pista che fuori, ma rischierei di stilare un elenco interminabile. Di sicuro porterò per sempre con me le emozioni di quando vinse a Monza nel 2008 (con un motore Ferrari) e poi la prima vittoria, a dire il vero inattesa, in Malesia nel 2015 alla seconda gara con la Scuderia”.

“Per me restano indimenticabili anche le annate 2017 e 2018, caratterizzate da tante vittorie, quando, pur con una vettura inferiore al team campione del mondo, siamo stati a lungo in lotta per il titolo. Seb ha portato in squadra un grande contributo a livello di metodologie e attenzione per i dettagli. Era ossessionato dal migliorare continuamente ogni ambito e metteva moltissimo impegno nelle ore al simulatore, dando feedback utili a fare evolvere questo strumento in maniera sensibile rispetto a quando ci aveva cominciato a lavorare”.

Chissà quanto riempiranno la sua memoria i ricordi che presto comincerà ad accumulare lavorando con Lewis. Toccherà a lui lanciare l’Hammer Time da quest’anno.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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