Finalmente Leclerc: gioia infinita a Monaco

Come è dolce la noia. Dolcissima se davanti a tutti a Monaco c’è una Ferrari. Charles Leclerc principe a casa sua, finalmente. Chiedeva una gara normale e dopo i crash al primo giro, la gara si è trasformata in un fantastico trenino. Tutti in fila uno dietro l’altro senza neppure dover cambiare le gomme. Charles meritava una domenica normale dopo tutto quello che gli era capitato da queste parti.

Dalla radio arriva un pianto liberatorio. Charles grida, urla, piange mentre in tribuna tutti si alzano i piedi e dagli yacht partono le sirene. la festa di Charles diventa la festa di tutti e sono in tanti i colleghi che lo affiancano per congratularsi. Lui scende dalla macchina, alza le braccia al cielo e ancora con il casco addosso abbraccia uno a uno i suoi ragazzi, fino al presidente Elkann che lo attene in giacca e cravatta, impeccabile, come se uscisse da un consiglio d’amministrazione e non da un gran premio.

“Era la gara che mi ha fatto sognare di divetare un pilota di Formula 1. Le emozioni hanno cominciato ad arrivarmi a una quindicina di giri dalla fine e dovevo pensare a non sbagliare. Sapevo di dover fare 78 giri sulle stesse gomme e ho dovurtro fare un po’ di gestione delle gomme”, dice Charles. “Questo era il nostro sogno”, aggiunge Charles ricordando suo padre.

Nella storia della Formula 1 non era mai successo che i primi 10 sullo schieramento, tagliassero il traguardo nello stesso ordine. Un dato che racconta tanto di una gara che non è stata spettacolare, ma ha riscritto la storia. Charles è il primo vincitore monegasco a Monaco e dopo 12 pole finite con una vittoria della Red Bull può finalmente festeggiare. Non viceva da 40 gran premi da 686 giorni… Il mondiale potrebbe davvero riaprirsi. Max (solo 6°) ha 31 punti di vantaggio, la Red Bull solo 24. Fotrse sta davvero cominciando qualcosa di nuovo.

Al primo via Charles era scattato indisturbato mentre dietro di lui Sainz, tentando di infilare Piastri alla Santa Devota, ci aveva rimesso l’anteriore sinistra contro la fiancata della McLaren, finendo con il parcheggiare la sua SF-24 nella Piazza del Casino. Dietro di lui però una follia di Magnussen scatenava l’inferno, scaraventando Perez contro il rail e poi, nella carambola infernale, contro Hulkenberg. Red Bull distrutta. Bandiera rossa, mentre all’ingresso del tunnel anche Ocon combinava un bel pasticcio con Gasly. In meno di un giro è insomma successo davvero di tutto. Alla faccia di chi, come Charles, sognava una gara regolare,

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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