Gedda, istruzioni per l’uso di una pista veloce quasi quanto Monza

Si torna subito in pista per un altro weekend anticipato (da giovedì a sabato con gara alle 18). Tra Sakhir e Gedda ci sono solo 1260 km in linea d’aria, ma tra le due piste c’è un mondo di diferenza. Da un tracciato contraddistinto da un asfalto molto abrasivo come quello del Bahrain, dove il degrado termico è particolarmente rilevante e dove stabilità in frenata e trazione sono fattori determinanti si passa ad un asfalto piuttosto liscio e ad una pista velocissima (oltre 250 Km/h di media), seconda solo a Monza. Solo che a Gedda non ci sono magnifiche vie di fuga, ma assurdi muri.

  • Il rischio di incidenti è abbastanza elevato, con conseguente alta possibilità di vedere in pista la safety-car o, addirittura, di assistere ad un’interruzione.
  • I sorpassi non sono particolarmente agevoli: il punto più facile dove superare è la staccata della curva 1.
  • Il circuito di Jeddah è quello con il maggior numero di curve del calendario di con 27 tornate: 16 a sinistra e 11 a destra.
  • È anche il secondo tracciato più lungo (dopo Spa) con i suoi 6,174 km. La gestione dell’energia durante il giro è quindi complicata e pone maggiormente l’accento sulla MGU-H e sulle prestazioni del sistema ibrido.
  • Con numerosi lunghi rettilinei, i piloti trascorrono oltre il 70% del giro a tutto gas e il circuito è classificato al terzo posto in termini di tempo trascorso e distanza percorsa, utilizzando questo parametro.
  • La curva 13 ha una pendenza del 12%, con curve sopraelevate che aprono più traiettorie e aiutano a dare slancio alla successiva sezione ampia e ad alta velocità.
  • La curva 2 è la curva più lenta del circuito, da percorrere a circa 80 km/h, mentre le più veloci sono le curve 20, 21 e 26 che vengono percorse a una velocità vicina o superiore a 300 km/h.
  • Pirelli ha selezionato le tre mescole centrali della gamma: la C2 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft. Un’altra differenza col Bahrain è la strategia di gara. Sabato scorso abbiamo visto come la stragrande maggioranza dei piloti abbia effettuato due soste, con i tre pit-stop come unica eventuale alternativa plausibile mentre a Gedda è assai prevedibile assistere a una corsa basata su una sola sosta, con i piloti che alterneranno Medium e Hard anche in base alla posizione sulla griglia di partenza
  • Secondo i tecnici Brembo il Jeddah International Circuit con 6.174 metri di lunghezza e 27 curve rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, malgrado la presenza di soltanto 7 frenate: 6 di queste sono però della categoria Hard poiché richiedono una forza G superiore a 4 e necessitano di un carico sul pedale del freno di oltre 125 kg.
  • La curva più dura del Jeddah International Circuit per l’impianto frenante è la prima, per effetto di una decelerazione di 209 km/h da 325 km/h a 116 km/h: nei 2,26 secondi necessari i piloti esercitano un carico massimo di 139 kg, sono soggetti a una forza di 4,5 g mentre la potenza frenante è di 2.401 kW. Nel frattempo la monoposto percorre 115 metri.
  • Le 3 edizioni del GP Arabia Saudita hanno visto salire sul gradino più alto del podio 3 piloti differenti: nel 2021 vinse Lewis Hamilton, nel 2022 Max Verstappen e nel 2023 Sergio Perez. All’appello manca ancora la Ferrari, nonostante due anni fa Charles Leclerc sia stato in testa per 30 giri, più del vincitore. L’anno scorso invece Fernando Alonso fu in testa per 3 giri, i suoi unici giri al comando finora con l’Aston Martin. Invece sono molteplici i GP vinti con i freni Brembo, dei quali peraltro si è pure servito per vincere la 24 Ore di Le Mans.
  • Subito dopo la conclusione della gara, che si disputa al sabato per non intrecciarsi con l’inizio del mese sacro del Ramadan, andrà in scena l’esibizione dal vivo di tre grandi nomi del panorama musicale internazionale. La regina sarà Alicia Keys, vincitrice di 15 Grammy e capace di vendere 65 milioni di dischi. Non meno importante Pharrell Williams, musicista, produttore e due volte nominato agli Oscar, così come Martin Garrix che vanta collaborazioni con Dua Lipa, Bono, The Edge e Khalid.
  • Dopo il Venezuela, l’Arabia Saudita è il 2° Paese al mondo per riserve di petrolio, davanti all’Iran e al Canada. A differenza della nazione sudamericana, che centellina le estrazioni, l’Arabia Saudita è 3° sul pianeta dopo Usa e Urss per quantità estratta. Tuttavia, per ridurre la propria dipendenza dal petrolio e diversificare l’economia, nel 2016 la casa regnante ha annunciato il programma strategico Saudi Vision 2030. Uno dei residui della distillazione del petrolio è la pece che costituisce uno dei tre materiali con cui si realizzano i dischi freno in carbonio della Formula 1. In natura il carbonio puro si trova sotto forma di diamante e grafite ma per ragioni di costi questi materiali non vengono utilizzati per realizzare i dischi freno. Al loro posto si usano anelli da 75-80 grammi costituiti da filamenti di rayon, PAN (polimero ottenuto dalla polimerizzazione dell’acrilonitrile) o pece.
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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