Gran premio dell’Emilia Romagna: istruzioni per l’uso di Imola

La Formula 1 riparte dall’Europa. La pista di Imola, come da antica tradizione, inaugura la stagione del Vecchio Continente. C’era una volta il Gran premio di San Marino, oggi diventato Gran premio dell’Emilia Romagna e del made in Italy. La pista la conoscete bene e se vi piace la Formula 1 la amerete e la odierete in egual modo. Da amare perchè è un tracciato bellissimo, divertente ed è posizionato in una regione intantevole. Da odiare perchè quando arrivi a Imola ti ritorna in mente quel maledetto weekend di maggio del 1994.

Istruzioni per l’uso della pista dedicata Enzo e Dino Ferrari:

  • La costruzione dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari iniziò nel 1950 e la pista ospitò la sua prima gara nel 1953.
  • La pista ha ospitato gare di F1 con tre nomi diversi: Gran Premio di San Marino, Gran Premio d’Italia e Gran Premio dell’Emilia Romagna.
  • A differenza delle piste più moderne, la larghezza del circuito è piuttosto ridotta a Imola, il che rende i sorpassi più impegnativi e pone più enfasi sulla strategia per recuperare posizioni.
  • Anche la lunghezza della corsia box e il tempo trascorso guidando attraverso i box è un fattore strategico interessante. La pit lane di Imola è la più lunga di qualsiasi pista di F1 del 2021, misura 528 metri, e questo si traduce anche nel tempo di pit lane più lungo (attraversando al limite di velocità di 80 km / h) di 24,8 secondi.
  • Il tratto di 605 metri dalla pole position alla prima zona di frenata è il terzo più lungo del calendario
  • Secondo i tecnici Brembo l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, un punto in meno rispetto all’Autodromo di Monza che ospita l’altra gara in Italia. 
  • Su questa pista le F.1 sono tornate a gareggiare lo scorso novembre dopo un’assenza di 14 anni. Con 19 curve e un brevissimo rettilineo d’arrivo (358 metri) il circuito è molto tecnico e presenta staccate veramente impegnative, oltre che di ogni tipo: non a caso Enzo Ferrari, a cui è stato intitolato insieme al figlio Dino, l’aveva definito un piccolo Nurburgring. ​
  • Delle 8 frenate del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, 2 sono di media difficoltà e le 2 restanti sono light. 
  • La più dura per l’impianto frenante è quella alla Rivazza, la curva 17: le monoposto vi arrivano a 309 km/h e scendono a 145 km/h in soli 96 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 1,62 secondi esercitando un carico di 137 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 5,6 g.
  • Anche quest’anno, i piloti di F.1 dovrebbero utilizzare i freni per poco più di 9 secondi e mezzo al giro, equivalenti al 13 per cento della durata complessiva della gara. A Monza invece l’impiego è di 10,75 secondi al giro ma la sua pista si snoda per quasi 5,8 km mentre l’Autodromo di Imola supera appena i 4,9 km. 
  • Pur avendo 19 curve, i freni sono usati solo in 8 e in nessun caso per 1,9 o più secondi. Anche gli spazi di frenata non presentano valori superiori ai 95 metri. Elevati sono invece i carichi sul pedale del freno: dalla partenza alla bandiera a scacchi in media un pilota esercita un carico totale di quasi 58 tonnellate e mezzo, oltre 10 tonnellate in più del GP Bahrain. ​
  • Per la seconda gara dell’anno, Pirelli ha nominato C2, C3 e C4 quali rispettivamente P
  • Zero White hard, P Zero Yellow medium e P Zero Red soft. Si tratta delle stesse mescole che nel primo gp in Bahrain hanno consentito un’ampia varietà di strategie.
  • La nomination è uguale a quella dell’ultima gara disputata a Imola, quasi sei mesi fa, con la differenza che quest’anno la struttura dei pneumatici è cambiata per offrire una maggiore durabilità e consentire l’utilizzo di pressioni più basse a vantaggio di una maggiore resistenza all’overheating. Nel 2020 sul circuito di Imola si disputò un’unica sessione di prove libere da 90 minuti, mentre quest’anno le tre sessioni di prove libere dureranno un’ora ciascuna.
  • Le tre mescole scelte consentono molte alternative a livello di strategie e si adattano al meglio sia alle caratteristiche del circuito di Imola sia alle diverse condizioni meteo tipiche della primavera, con la stagione europea che inizia un po’ prima rispetto agli ultimi anni.
  • Imola è un circuito storico che propone grandi sfide tecniche, con curve e velocità molto diverse da settore a settore che mettono a dura prova tutte le componenti della monoposto. I Team non hanno molti dati a disposizione, visto che dal 2006 si è disputata solo una gara, lo scorso anno, ma in autunno.
  • La sede stradale piuttosto stretta di questo tracciato rende i sorpassi abbastanza difficili e enfatizza ulteriormente la strategia. Nel 2020, la tattica è stata stravolta dall’ingresso della safety car negli ultimi giri, oltre che da una virtual safety car a inizio gara. Lewis Hamilton ha vinto utilizzando tutte e tre le mescole disponibili, dopo essere partito su medium. Senza la safety car, la strategia migliore sarebbe stata quella a una sosta per la maggior parte dei piloti, anche a causa del tempo di percorrenza della pit lane, pari a circa 25 secondi.
  • Nonostante sia stato riasfaltato prima della gara nel 2020, il circuito di Imola (che si percorre in senso antiorario) presenta una superficie a tratti irregolare e alcuni cordoli piuttosto impegnativi per piloti e monoposto.
  • Non ci sono gare di supporto in questo fine settimana, a parte il Formula Regional by Alpine: una categoria che rappresenta l’entry level internazionale alle competizioni su monoposto, appena prima di Formula 3. Questo fattore influirà sull’evoluzione del tracciato, che si presenterà poco gommato.

“Archiviata la prima gara in Bahrain, a Imola portiamo le stesse mescole anche se il circuito ha caratteristiche molto diverse – commenta Mario Isola, responsabile racing di Pirelli – . In questo appuntamento Pirelli sarà title sponsor in rappresentanza del ‘Made in Italy’ e del suo prestigio in tutto il mondo. Anche se l’ultima gara su questo tracciato si è disputata meno di sei mesi fa, le condizioni meteo questa volta potrebbero essere un po’ diverse. Una delle altre novità è rappresentata anche dalla costruzione dei pneumatici, diversa rispetto al 2020. Così come lo scorso anno, pensiamo che i Team possano orientarsi verso una strategia a una sosta, anche a causa del tempo necessario per percorrere la pit lane e per la difficoltà a compiere sorpassi. Nel 2020 la safety car ha influito pesantemente sulla strategia, quindi per la prima gara europea della stagione ci sono senz’altro delle incognite”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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