
La Formula 1 si prepara per l’ultima doppietta di gare prima della pausa estiva: in una settimana si corre su due piste diversissime come Hungaroring e Spa-Francorchamps. Il circuito ungherese, lungo 4.381 metri, è molto sinuoso e ondulato e si caratterizza per una serie di curve medie e lente – ben 14 – che richiedono un carico aerodinamico elevato. Un buon bilanciamento e un assetto meccanico particolarmente curato sono essenziali per evitare che la macchina scivoli e causi problemi alle gomme, che anche quest’anno dovrebbero trovarsi a fare i conti con temperature di aria e asfalto molto elevate.
- A Budapest debutta l’Alternative Tyre Allocation (ATA) che prevede l’utilizzo di una mescola slick obbligatoria per ogni sessione di qualifica. In Q1 le squadre dovranno utilizzare la Hard, in Q2 la Medium e in Q3 la Soft. Nel caso la sessione sia dichiarata bagnata, decade l’obbligatorietà e i team possono utilizzare la mescola che preferiscono. Un test previsto per Imola e poi saltato come il Gp.
- Con l’ATA il numero di set disponibili per ciascuna vettura si riduce a 11, invece dei 13 di un classico weekend di gara. Ciascun pilota potrà contare infatti su tre set di Hard, quattro set di Medium e altrettanti di Soft. Rimane invece invariato il numero di pneumatici da bagnato: tre treni di Full Wet e quattro di Intermediate, al netto dell’utilizzo di un set di Intermedie addizionale in caso di pioggia al venerdì o di previsioni meteorologiche avverse per il sabato.
- Al Gran Premio d’Ungheria, i team avranno a disposizione delle mescole più morbide rispetto allo scorso anno. Sarà infatti utilizzata la C3 come P Zero White hard, la C4 come P Zero Yellow medium e la C5 come P Zero Red soft.
- Il venerdì sarà necessario restituire un set di pneumatici al termine di ciascuna sessione di prove libere. Altri due dovranno essere riconsegnati il sabato, dopo FP3. Rimarranno così sette treni di pneumatici per qualifiche e gara, di cui almeno un set di Hard e uno di Medium dovranno essere conservati per il Gran Premio.
- In Ungheria si potrebbero registrare delle temperature ambientali e dell’asfalto elevate. La gara a fine luglio e la posizione del circuito, in un anfiteatro naturale che non favorisce la circolazione dell’aria, rendono la tappa di Budapest impegnativa per la gestione termica dei pneumatici e per la fatica degli stessi piloti.
- Solitamente, la strategia più frequente all’Hungaroring è quella basata su due soste, più rara quella pianificata su un unico cambio gomme. Le scelte fatte nel 2022 sono state pesantemente influenzate da una VSC e una safety car. Quasi tutti i piloti hanno effettuato tre soste utilizzando tutte le mescole disponibili. Alla partenza, metà griglia ha iniziato la gara su Soft e l’altra metà su Medium, montando poi le Hard al secondo o terzo stint.
- Secondo i tecnici Brembo questo circuito rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3.
- La tortuosità del tracciato, la scarsità dei punti in cui sorpassare e la presenza di molte curve a 180 gradi lo fanno somigliare ad un grande kartodromo, una sorta di GP Monaco ma senza muretti. Fondamentale è quindi ottenere una buona posizione in griglia di partenza. L’assenza di lunghi rettilinei pone un importante limite al raffreddamento dei freni.
- Ad ogni giro dell’Hungaroring i piloti di Formula 1 azionano l’impianto frenante 11 volte, per un totale di 14 secondi e mezzo al giro, equivalenti al 19 per cento della durata del Gran Premio. Il valore è elevato ma durante il GP Monaco, seppur su un tracciato più corto di un km rispetto la pista ungherese, le frenate sono 12 e si traducono nel 25 per cento della durata del GP nel Principato.
- Le 11 frenate del GP Ungheria sono contraddistinte da valori molto differenti tra loro, specie per le decelerazioni: in 4 curve si superano i 4,5 g, altrettante spaziano tra 3 e 4 g e nelle restanti si resta al di sotto di 2,8 g. Singolare è l’utilizzo dei freni in 4 curve consecutive, dalla 11 alla 14, anche se per nessuna di queste lo spazio di frenata supera i 90 metri. Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota esercita un carico complessivo di 81 tonnellate, inferiore solo ai dati dei GP Monaco e GP Singapore.
- Delle 11 frenate del GP Ungheria 4 sono considerate impegnative per i freni, 2 sono di media intensità e le 5 restanti sono considerate a bassa intensità.
- La frenata più impegnativa è alla prima curva: per passare da 317 km/h a 95 km/h i piloti devono frenare per 2,7 secondi con un carico di 151 kg sul pedale del freno durante i quali subiscono 4,8 g di decelerazione. In quell’arco di tempo le monoposto percorrono 120 metri
Consigli per videogiocatori
Anche nel videogioco della Formula 1 frenare tardi alla prima curva dopo il via potrebbe generare un incidente a catena, con il rischio di uscire di scena antitempo, essendo la carreggiata ridotta. Quando invece il gruppo è sgranato si può tentare un attacco, attaccandosi ai freni in corrispondenza del cartello dei 100 metri. Si scala fino in seconda marcia ma già in terza si muove l’auto sul lato destro, passando anche sul cordolo per disincentivare possibili attacchi avversari.


