Il compleanno di Lauda con il libro di Dal Monte

Il 22 febbraio è il giorno del compleanno di Niki Lauda, ancora oggi uno dei più amati tra i tifosi ferraristi. Quest’anno potreste ricordarlo con un libro del mio amico Luca Dal Monte, complice in tante avventure, che questa volta ha prodotto per Giunte e Nada: “Lauda & Ferrari campioni del mondo”.

Più di 300 pagine per raccontare l’anno magico di Niki, il 1975. Non l’unico anno d’oro di una carriera straordinaria, ma certamente quello che gli ha aperto le porte tra i miti della Formula 1.

Lauda è stato taanto di più di un pilota della Ferrari, andando poi a vincere il suo terzo titolo in McLaren e diventando molti anni e moltissime avventure dopo (ricordate la Lauda Air?) un uomo fondamentale per la Mercedes al fianco di Toto Wolff. Se Hamilton decise di lasciare la McLaren fu anche e non soprattutto per Niki Lauda…

E chissà che Niki con i suoi racconti non gli abbia poi tenuto sempre più viva la fiammella ferrarista che il Lewis bambino/ragazzino aveva già dentro il suo cuore. Ma questa è un’altra storia. Il libro di Luca è tutto concentrato sull’orgine del mito. Un bel tuffo in una grande storia di sport e di uomini.

Luca ricostruisce con la sua abituale precisione da grande storico dell’auttomobilismo la stagione 1975, quella del primo titolo di Niki a Maranello, il duello interno con Regazzoni, l’amicizia mai finita con Luca di Montezemolo che in quegli anni debuttava come direttore sportivo della Ferrari.
Era la Ferrari di Montezemolo, ma anche quella di Mauro Forghieri che con la 312T aveva progettato un altro dei suoi capolavori.

LE PAROLE DI DAL MONTE

“Ogni libro è naturalmente speciale per il suo autore, ma questo libro lo è in modo particolare per me per una ragione molto semplice, poiché è stato seguendo la stagione 1975 che sono nati la mia passione per la Formula 1, il mio amore per la Ferrari e la mia ammirazione per Lauda e per Montezemolo, che molti anni dopo sarebbe diventato il mio presidente – racconta Luca – Questo è un libro che ho scritto per quella generazione di ragazzi che si sono accostati per la prima volta alla Formula 1 a cavallo della metà degli anni Settanta. Ma anche per i ragazzi di oggi, che di Lauda – così come di Regazzoni, Peterson, Fittipaldi, Reutemann e Vittorio Brambilla – hanno solo sentito parlare. Sì, erano davvero coraggiosi. Ed erano dannatamente veloci!”

Buona lettura.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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