
Diego Alverà ha colpito ancora. Le letture motoristiche del 2026 cominciano dal suo ultimo libro: Giro di Pista, circuiti e piloti che hanno fatto la storia della velocità, edito da 66thand2nd.
Lo scrittore e raccontatore veneto ripercorre 15 grandi storie attraverso 15 circuiti, 265 curve, 142.449 metri d’asfalto e cemento. 15 piloti, 15 corse, 15 giornate da raccontare a modo suo, con un’impostazione che farà diventare il libro (o almeno qualcuno dei capitoli) in una delle sue belle serate teatrali.
Per farvi entare subito in atmofera di lascio l’indice del libro:
- Bremgarten. L’ultima curva di Varzi. 1° luglio 1948
- Watkins Glen. L’ossessione di Cevert. 6 ottobre 1973
- Digione. Villeneuve, Arnoux e il sogno di Chambelland. 1° luglio 1979
- Pescara. L’ultima vera vittoria di Enzo Ferrari pilota. 13 luglio 1924
- Le Mans. La notte più lunga di Ickx. 11 e 12 giugno 1977
- Modena. Il filo spezzato di Castellotti. 14 marzo 1957
- Montjuïc. Il mezzo punto di Lella Lombardi. 27 aprile 1975
- Brno. Il podio «fatale» di Rosemeyer. 29 settembre 1935
- Imola. L’impresa di Schumacher. 9 aprile 2000
- Brands Hatch. James Hunt e il giorno dei giorni. 18 luglio 1976
- Montlhéry. Il demone di Antonio Ascari. 26 luglio 1925
- Monza. La leggendaria rimonta di Clark. 10 settembre 1967
- Montichiari. Maria Antonietta Avanzo, la Signora Quattro Pistoni. 11 settembre 1921
- Nürburgring. Il trionfo di Nuvolari. 28 luglio 1935
- Donington. Il giro della vita di Ayrton Senna. 11 aprile 1993
Non solo Formula 1 vedete. C’è anche un leggendario Ickx alla 24 ore di Le Mans e tante storie arrivate prima del Mondiale, nell’epoca gloriiso degli sport motoristici con il Ferrari Pilota, Nuvolari, Varzi, Maria Antonietta Vanzo, Castellotti e Rosemeyer.
“Uno sguardo originale e illuminante sull’universo dell’automobilismo e della Formula 1 che abbraccia
un secolo di velocità – racconta il comunicato ufficiale – e rende omaggio non solo ai piloti, alle monoposto, ai prototipi e ai motori, ma anche alle idee, alle visioni e all’ostinazione di chi immaginò e costruì le curve d’asfalto. Pionieristici ingegneri, sfrontati progettisti e intrepidi visionari, tutti accomunati dall’ossessione per il limite, fanno da ideali testimoni alle gesta di piloti entrati nella leggenda delle corse automobilistiche, come Jim Clark, Tazio Nuvolari, Ayrton Senna, Antonio Ascari, Gilles Villeneuve, James Hunt, Achille Varzi, Michael Schumacher e persino un giovane Enzo Ferrari che, in queste pagine, tornano magicamente a sfrecciare e a sfidarsi sugli storici tracciati di Brno, Donington, Imola, Le Mans, Montjuïc, Monza, Nürburgring e altri ancora. Circuiti dove questi assi hanno conosciuto i loro giorni di gloria o dove, invece, hanno incontrato il loro tragico destino”.
La mie storie preferite tra quelle raccontate da Alverà sono certamente quella di Digione con il duello tra Villeneuve e Arnoux e quella del giro di Ayrton a Donington. Quel giorno c’ero e non dimenticherò mai quell’emozione. Leggi qui
Ma mi ha fatto piacere andare a rileggere la triste fine di Cevert sull stessa pista dove aveva debuttato e il ricordo di Enzo Ferrari pilota.
Alveràle racconta tutte a modo suo, con quella sua prosa ricca, coinvolgente, ogni tanto un po’ ridondante, ma certamente ha la capacità di portare il lettore alla fine del giro arricchendo ancora un po’ la sua conoscenza.


