Il Mondiale si accende, la Ferrari si spegne e Leclerc si arrabbia. Giustamente

Il Mondiale si accende, ma la Ferrari si spegne. Le qualifiche del Gran premio di Singapore ci raccontano di una Mercedes risvegliata da una nuova ala anteriore con George Russell sorprendentemente in pole e Kimi Antonelli in seconda fila e di un Max Verstappen che anche qui è riuscito a mettersi davanti alle McLaren con la possibilità di allungare ancora un sogno impossibile prima di arrivare a Monza.

Il Mondiale a 7 gare (e tre sprint) dalla fine sembra aprirsi a nuove prospettive con un Verstappen affamato come mai in questa stagione. Scattare di fianco a Russell che non ha nulla da perdere ed è sempre un avversario tostissimo da superare, non sarà semplice per Max, ma una cosa è fare un giro perfetto in qualifica sfiorando i muri a destra e sinistra, un’altra è tenere un ritmo vincente per 300 chilometri. Ci sono tre macchine e cinque piloti che possono vincere. Tre si giocano il mondiale, due possono anche prendersi dei rischi come la coppia Mercedes con un Antonelli che non aveva mai corso a Singapore e fin qui è stato quasi perfetto.

Max credeva nella pole e ha dato la colpa a Norris, trovato in pista nel finale del suo giro mentre rientrava ai box. Una rabbia forse eccessiva perchè Lando non poteva sparire, ma un atteggiamento che dice tanto sulle sue intenzioni.

La Ferrari era arrivata a Singapore convinta di poter recuperare sulla Mercedes, invece Hamilton e Leclerc sono lontanissimi, al sesto e settimo posto con una SF25 che non ha mai dato ai piloti la fiducia necessaria per spingere. A sette gare dalla fine del campionato Red Bull e Mercedes hanno portato in pista delle novità, la Ferrari no. Basterebbe dire che a Maranello stanno già pensando all’anno prossimo. Non ci sarebbe nulla di male. Un secondo posto nel campionato non cambierebbe certo il giudizio su una stagione fallimentare. Ma fa rabbia non sfruttare il potenziale di Charles e un Hamilton che sembra finalmente ispirato.

Charles è arrabbiatissimo: “Veramente difficile, è stato un weekend difficilissimo. Abbiamo faticato tanto dalla FP2 poi abbiamo dovuto dfare una modifica forzata (Charles allude all’altezza da terra ovviamente ) e… quando un team come la Mercedes la mette in pole non abbiamo scuse. Dobbiamo fare meglio. Non so più cosa dire. Ce l’ho messa tutta ma la macchina era difficile da guidare”…. Come dargli torto. Stiamo ancora aspettando che Vasseur invece di parlare di passo buono in gara arrivi davanti ai microfoni e ci dica: “Scusate, abbiamo sbagliato completamente macchina”. Non è difficile da ammetterlo, magari senza dare la colpa a chi non c’è più.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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