Il principe è Norris. Leclerc non basta

L’anno prossimo dovranno inventarsi un diluvio artificiale. Non c’è altro modo per ravvivare un Gran premio di Monaco che, come al solito, mostra la sua faccia migliore in qualifica.

La doppia sosta obbligatoria non è servita a mescolare il mazzo e nessuno ha trovato il jolly vincente. I quattro che sono scattati davanti, dopo 73 giri, sono arrivati davanti anche se Verstappen ha ritardato fino all’ultimo giro la seconda sosta sperando in una Safety Car che non è mai stata chiamata in causa. L’unico a guadagnare posizioni tra i primi o è stato Lewis che, retrocesso in settima posizione dai commissari per l’impeding a Max in qualifica, è risalito fino alla quinta giocando d’anticipo con il primo stop.

“Non importa come vinci. E’ da quando ero bambino che sognavo di vincere a Monaco e ce l’ho fatto anche se è stata dura con Max davanti che mi rallentava e Charles attaccato dietro”, ha detto Norris che la gara l’ha vinta con il giro magico in qualifica sabato. Per Norris potrebbe essere la gar della svolta, ora Piuastri è a soli 3 punti, ma Lando a Monte Carlo ha fatto il pieno di fiducia perché riuscire a non sbagliare con Leclerc incollato dietro per una ventina di giri, non era né facile né scontato. Già la prima curva con un Leclerc assatanato al suo fianco poteva essere un incognita per uno che in passato aveva spesso sbagliato la partenza, invece questa volta Lando ha tenuto tutto sotto controllo permettendo alla McLaren di allungare ancora di più nel Mondiale Costruttori.

Leclerc non aveva la faccia dell’anno scorso, ma neppure quella arrabbiata del sabato. Voleva vincere a casa sua, ma dopo le qualifiche aveva capito che solo un miracolo glielo avrebbe permesso. Ci ha provato ad aggredire quando poteva, all’inizio e poi nei giri finali, ma non ha mai avuto una vera occasione su una pista dove sorpassare è impossibile. Ha cercato di mettere pressione a Norris, ma questa volta Lando non ha sbagliato nulla.Comunque una Ferrari così’ una settimana dopo Imola non se l’aspettava quasi nessuno. Peccato che piste come questa non ci siano più. Non resta che sperare nella direttiva tecnica che entrerà in vigore a fine settimana a Barcellona, anche se la maggioranza dei tecnici invita alla prudenza: non aspettatevi rivoluzioni.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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