
Litigare per un settimo posto è imbarazzante. Già dovresti nasconderti perché chiudi a 57” dal vincitore e sei la Ferrari, pur mascherata in bianco e blu. Ma riuscire a dar spettacolo per la lite via radio tra i due piloti è davvero il colmo.
Questa è la Ferrari di oggi.
Hamilton che al cambio gomme aveva montato le gomme gialle ha chiesto di farlo passare. “Questo non è un buon gioco di squadra!” la sua accusa. “Ricordatevi che io l’ho fatto…”. E via così fino a che dal box è arrivato (con almeno tre giri di ritardo) l’ordine. A quel punto Leclerc visto che il compagno non riusciva a scappare via a cominciato a pressarlo fino a che a 5 giri dalla bandiera a scacchi è stato chiesto a Hamilton di lasciargli la posizione.
Ma Lewis se l’è legata al dito e vendendo arrivare Sainz negli specchietti ha chiesto ironicamente al box: “Volete che lasci passare anche lui?”. Tutto questo in un weekend imbarazzante dal punto di vista delle prestazioni, con la Rossa costretta a inseguire anche la Williams di Albon. Vasseur continua a raccontare che le prestazioni ci sono e bisogna solo estrarle. Forse sarebbe ora di inventarsi delle scuse più credibili.
Ancora una volta a Miami non ha vinto l’uomo che partiva in pole con Piastri che ha approfittato della lite al via tra Max e Norris per andare a prendersi la quarta vittoria in sei gare. Max ci ha provato a resistere all’assalto papaya. Al via ha allargato le spalle mandando nel pallone Norris e poi tenendo dietro Piastri fino a che ha potuto con una Red Bull visivamente inferiore alla McLaren. L’incertezza di Norris al via nel testa a testa con Max, ha in pratica deciso la gara che si trasformata in un duello tra i due piloti della McLaren con una macchina decisamente superiore al resto del gruppo. Un’astronave imprendibile per tutti. Russell che ha chiuso sul podio davanti a Max, è arrivato a più di 37 secondi.
Resta un po’ d’amaro in bocca per come è andata a finire la gara di Antonelli che al via era schizzato al secondo posto, ma poi non ha potuto resistere al ritorno delle McLaren, scontando la strategia diversa di Russell che ha pure goduto di una Virtual safety Car al cambio gomme. La sensazione è che il giorno di Kimi si stia avvicinando.


