
Si riparte da Singapore, là dove Max non ha mai vinto e Leclerc si è preso le ultime due pole (senza poi trasformarle in vittoria). Circuito cittadino con layout modificato e qualche curva in meno. Circuito ad alto carico comunque, cosa che piace poco alla Ferrari vista fin qui. Riuscirà Max collezionalre l’undicesima di fila? O Perez gli giocherà un brutto scherzo sulla pista dove vinse un anno fa? Il mistero per la vittoiria è cosa Red Bull, ahinoi…
Istruzioni per l’uso:
- Come per i precedenti circuiti cittadini, anche a Singapore si correrà con il tris di mescole più morbide della gamma Pirelli. La C3 verrà utilizzata come P Zero White hard, C4 come P Zero Yellow medium e C5 come P Zero Red soft.
- Il Gran Premio di Singapore si corre in notturna con partenza alle 20 ora locale. L’elevata umidità, le alte temperature e la difficoltà nella dispersione del calore a causa dei muretti che delimitano il tracciato rendono la gara molto impegnativa per i piloti a livello fisico.
- Il layout è stato modificato: la sezione tra la curva 16 e 19 è infatti diventata un lungo rettilineo di circa 397 metri.
- La modifica, dovuta a dei lavori di riqualificazione all’esterno del tracciato cittadino, ha ridotto il numero di curve da 23 a 19 e la lunghezza totale della pista a 4,940 km (rispetto ai precedenti 5,063 km).
- I giri da percorrere in gara saranno 62, uno in più rispetto all’ultima edizione.
- Secondo i tecnici Brembo il Marina Bay Street Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 complice il ritmo serrato, come testimonia la media oraria sul giro vicino ai 190 km/h in caso di asfalto asciutto e la mancanza di adeguati spazi per il raffreddamento, in quanto il rettilineo più lungo misura appena 832 metri.
- Rispetto al Circuit de Monaco che misura appena 3.337 metri, il Marina Bay Street Circuit è più lungo di 1,7 km eppure il numero delle frenate per giro non è così differente: sono 12 nel Principato di Monaco, così come a Baku e a Suzuka, ma il record spetta a Singapore con 15.
- Dalla partenza alla bandiera a scacchi del GP Singapore ciascun pilota esercita un carico totale sul pedale del freno di quasi 105 tonnellate e mezza, il doppio di Suzuka nonché il primato stagionale. D’altro canto in 9 frenate si superano i 100 kg con decelerazioni di almeno 3,4 g per ciascuna di queste staccate: valori importanti che richiedono una resistenza e una muscolatura non comuni.
- Delle 15 frenate del Marina Bay Street Circuit 4 sono classificate dai tecnici Brembo come impegnative per i freni, 5 sono di media difficoltà e le altre 6 sono light.
- La frenata più impegnativa è alla curva 14: le monoposto passano da 289 a 90 km/h in 2,28 secondi in cui percorrono appena 96 metri. In questo punto i piloti sono soggetti ad una decelerazione di 4,8 g ed esercitano un carico di 153 kg sul pedale del freno.
- Il circuito di Marina Bay è caratterizzato dalla presenza di tanti elementi – strisce e tombini – che contraddistinguono le strade utilizzate dalla viabilità pubblica, il che può variare in alcuni punti il livello di aderenza dell’asfalto, soprattutto in caso di pioggia.
- A causa della grande quantità di tempo trascorso in curva, viene trascorso solo il 50% del tempo sul giro tutto gas. Si tratta di una delle percentuali più basse della stagione, con solo Monaco, Hungaroring e l’Autódromo Hermanos Rodríguez in Messico con percentuali più basse.
- La sosta unica è nettamente la favorita, anche perché il tempo perso nel pit-stop (circa 28″) è il più elevato della stagione, insieme a quello di Imola. La mescola più dura a disposizione è solitamente, in condizioni di asciutto, la grande protagonista della gara.
- Come per altri circuiti cittadini, la posizione in griglia di solito è fondamentale per raggiungere un buon piazzamento sotto la bandiera a scacchi, vista le limitate possibilità di sorpasso. Il risultato delle qualifiche si rispecchia spesso in quello finale. In 8 occasioni su 13 gare ha vinto chi partiva in pole.
- Per il caldo i piloti possono perdere circa 3 kg di peso durante la corsa.
- L’anno scorso la partenza della gara fu rimandata di un’ora a causa di un nubifragio che si abbatté su Marina Bay pochi minuti prima dell’apertura della griglia. Le monoposto iniziarono la gara montando le gomme intermedie per poi passare, in concomitanza con una Virtual Safety Car, alle Medium e alle Soft.
- La prima edizione del Gran Premio di Singapore si disputò nel 2008. Da allora si è corso sul tracciato di Marina Bay per altre 12 volte, ad eccezione del biennio 2020-2021, a causa della pandemia.
- Cinque piloti hanno conquistato il successo in questa gara: Sebastian Vettel (5), Lewis Hamilton (4), Fernando Alonso (2), Nico Rosberg e Sergio Perez (1 ciascuna). Le squadra con più vittorie sono la Mercedes e la Red Bull (4) mentre la Ferrari è quella che più volte (6) ha messo un pilota in pole position.
Mario Isola: poco stressante per le gomme
“A Singapore prende il via la fase finale di questa lunga stagione, che porterà la Formula 1 a correre in tre continenti e 16 fusi orari. Il Gran Premio nella città-Stato di Singapore è stato il primo a svolgersi sotto la luce artificiale, aprendo una strada poi seguita – in tutto o in parte – da altre gare. Dal punto di vista tecnico, quella di Marina Bay è una tipica pista cittadina, molto tortuosa (sono 19 le curve, molte a 90° C) e con pochissime vie di fuga: anche un piccolo errore può essere pagato a caro prezzo. Dal punto di vista aerodinamico, le caratteristiche della pista impongono la scelta di una configurazione ad alto carico.
Quest’anno fa il suo debutto un’importante novità nel tracciato, determinata da una serie di interventi edilizi nella zona di Marina Bay: la sezione originariamente compresa fra le curve 16 e 19 è diventata infatti un rettilineo lungo quasi 400 metri. La modifica renderà sicuramente il circuito più veloce, sia perché la lunghezza totale scende sotto i cinque chilometri sia perché sarà decisamente più filante. Da valutare se la modifica avrà un impatto sulle strategie, anche perché – almeno sulla carta – potrebbe anche essere stata creata un’opportunità per i sorpassi, fino ad oggi molto difficili a meno di non avere un grande margine di vantaggio in termini di prestazione.
Lo stress sui pneumatici non è particolarmente elevato in termini di carichi mentre particolare attenzione dovrà essere data alla gestione dell’asse posteriore, messo a dura prova in fase di trazione in uscita dalle curve lente. Le temperature sono solitamente piuttosto elevate e costanti, trovandosi Singapore a pochi chilometri (circa 150) dall’Equatore, il che aumenta il rischio di surriscaldamento, tanto delle gomme quanto di tutte le parti meccaniche della monoposto, senza dimenticare peraltro l’elemento determinante in una corsa automobilistica, vale a dire il pilota!”
Consigli per videogiocatori
Affrontare nel modo migliore la curva 14 del GP Singapore non è così scontato perché l’assenza del sole, i lampioni e il grattacielo di fronte moltiplicano le luci.
Per fortuna sul lato sinistro, sui paletti, sono posti gli indicatori di distanza. Si supera quello dei 150 metri e ci si prepara a dar fondo a tutta la potenza frenante ai 100 metri, scalando fino alla seconda marcia.
Chi dovesse arrivar lungo può comunque beneficiare della via di fuga.


