Kimi l’uomo dei miracoli che ha unito l’Italia

Lo chiameremo l’uomo dei miracoli. Perchè quello che sta facendo Kimi Antonelli è qualcosa di magico, unico e davvero mai visto prima. Partire dal 19° posto e vincere a Monza con 26 sorpassi uno dietro l’altro è un racconto degno di un premio Oscar. Neppure Brad Pitt aveva mai pensato a un copione simile.

Ma con Kimi nulla è impossibile. È addirittura riuscito a far felici i tifosi della Ferrari traditi dalla Rossa. Sentire un autodromo cantare Volare con Kimi è qualcosa di impensabile se pensiamo che fino a qualche anno fa i piloti italiani che battevano la Ferrari venivano fischiati. Ma Kimi mette d’accordo tutti e non potrebbe essere altrimenti perchè l’Italia aspetta un campione del Mondo dal 1953 e aspettava un vincitore a Monza da 60 anni, da quando Ludovico Scarfiotti vinse qui con la Ferrari. Non c’era ancora la diretta Tv. Non c’erano ancora le immagini a colori.

La vittoria di Kimi è andata in mondovisione e resterà nella storia per chissà quando. Con la sua vittoria unica e inimitabile è riuscito in un’altra impresa, quella di nascondere sotto il tappeto la grande delusione ferrarista culminata con la spallata tra Charles e Lewis alla prima variante al primo giro e poi con il brutto botto, fortunatamente senza conseguenze, di Charles alla Parabolica.

Il sogno Mondiale della Ferrari che qui era arrivata con il nuovo motore potenziato, finisce qui. Il sogno di Kimi invece è solo all’inizio. Lo ha costruito passo dopo passo. Scattava 19° dopo il primo giro era 16°, quando la gara si è fermata per il crash di Leclerc era 12°. E quel numero è stato il primo segnale. Perchè il 12 è il numero di Kiki, il suo portafortuna. E lì Kimi ha cominciato a pensarci davvero. Rientrato in pista con gomme più morbide del compagno ha attaccato forte arrivando a passare Russell al 18° giro. Il botta e risposta è durato qualche tornata poi dal box hanno chiesto di non favorire il ritorno di Verstappen.

Una Virtual Safety Car provoca da Stroll ha permesso a Kimi (e a Max) di cambiare gomme. Aveva un altro set di Pirelli gialle, ha attaccato senza un domani. Da quinto è rientrato subito al secondo posto e la caccia a Russel è ripresa. Lo ha messo nel mirino a cinque giri dalla fine e lì ha commesso l’unico errore di fretta. Lo ha attaccato subito andando sullo spiccio in uscita della prima variante. Ha fatto un po’ di rally cross ed è ripartito alla caccia. Un giro dopo alla Ascari è andato davanti. Non un caso che lo abbia fatto nella curva e dedicata all’ultimo campione del mondo italiano. Il passaggio di consegne perfetto.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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