A furia di raccontarci che il regolamento andava benissimo e dovevamo solo abituarci noi alla nuova motorizzazione, la Fia e Liberty hanno deciso di cambiare i motori senza aspettare. Dietro front: dal 2027 le power unit non saranno più 50% termiche e 50% elettriche, ma 60%-40%.
La Formula 1 cambia ancora. E questa volta lo fa prima ancora di entrare davvero nella sua nuova era. La FIA ha infatti deciso di correggere la rotta dei motori del futuro, annunciando modifiche sostanziali alle power unit previste dal 2027. Tradotto: meno elettrico, più motore termico. Una scelta che racconta bene le paure del paddock davanti a una Formula 1 sempre più tecnologica ma forse troppo lontana dall’idea di corsa che piloti, team e tifosi hanno in testa.
Il campanello d’allarme era suonato già da tempo. I regolamenti entrati in vigore quest’anno prevedono un equilibrio quasi perfetto tra potenza generata dal motore a combustione interna e quella prodotta dalla parte elettrica. Peccato che poi i piloti si siano trovati a non poter spingere come avrebbero voluto per non restare senza energia.
Si corre il rischio di vedere Formula 1 più lente di altre categorie. Le pole di quest’anno sono sempre state sensibulmenee superiori rispetto al passato
| GP | Pole 2025 | Pole 2026 | Differenza |
|---|
| Australia | Lando Norris – 1:15.096 | George Russell – 1:18.518 | +3.422 |
| Cina | Oscar Piastri – 1:30.641 | Kimi Antonelli – 1:32.064 | +1.423 |
| Giappone | Max Verstappen – 1:26.983 | Kimi Antonelli – 1:28.778 | +1.795 |
| Miami | Max Verstappen – 1:27.241 | Kimi Antonelli – 1:27.798 | +0.557 |
L’idea sul tavolo è chiara: aumentare di 50 kW la potenza del motore termico e ridurre di altrettanto quella della componente elettrica. Il risultato sarebbe un rapporto più vicino al 60-40 invece dell’attuale filosofia quasi 50-50 prevista dal regolamento 2026. Una modifica che richiederà interventi hardware importanti e che comporterà anche un maggiore consumo di carburante, ma che viene considerata necessaria per evitare una Formula 1 troppo artificiale.
La decisione, almeno in linea di principio, è stata condivisa dai principali protagonisti del Mondiale. Alla riunione convocata dalla FIA hanno partecipato i cinque costruttori impegnati nel futuro della Formula 1 — Audi, Ferrari, Honda Racing, Mercedes-AMG Petronas F1 Team e Red Bull Ford Powertrains — oltre agli undici team principal e ai rappresentanti di Formula One Management.
La FIA ha precisato che serviranno ulteriori confronti tecnici prima dell’approvazione definitiva del pacchetto regolamentare, che dovrà poi essere votato dal Consiglio Mondiale del Motorsport. Ma il messaggio politico e tecnico è già chiarissimo: il circus teme di aver spinto troppo sull’elettrificazione.
È un passaggio interessante anche dal punto di vista culturale. Per anni la Formula 1 ha inseguito il futuro cercando di presentarsi come laboratorio tecnologico della mobilità sostenibile. Adesso scopre che esiste un limite oltre il quale l’innovazione rischia di compromettere il prodotto sportivo. Perché una monoposto che obbliga il pilota a risparmiare energia invece che attaccare non è semplicemente diversa: rischia di essere meno Formula 1.


