Ricordo bene dov’ero l’8 maggio del 1982. Come ricordo bene dove ero il primo agosto 1976. Non ero in pista come il primo maggio 1994, ma sono quelle date che ti restano dentro perchè ti colpiscono al cuore e non se ne vanno più.
Nel maggio del 1982 studiavo ancora Economia e Commercio, avevo già incominciato a scrivere, ma non pensavo che un giorno arei diventato giornalista e avrei potuto trasformare la mia passione per lo sport nel mio lavoro. Calcio, basket e Formula 1 erano i miei sport. Gilles quello che mi aveva fatto scoppiare la febbre dopo che Lauda aveva aperto la porta.
Non c’erano ancora Internet e i telefonini, le notizie non ti arrivavano all’improvviso da una notifica sul cellulare. Sedimentavano un po’, poi accendevi la radio o la tv ed ecco che da un Tg ti arrivava il colpo basso. Nessun amico mi telefonò come il primo maggio scorso per dirmi che Alex aveva chiuso gli occhi. Quella volta ero a Genova e accendendo la tele scoprii di Gilles e di quell’incidente che poi ho visto e rivisto migliaia di volte, ogni volta con il groppo alla gola.
Il prossimo gran premio si correrà a casa sua in Canada, tappa anticipata a maggio per avvicinarla a Miami (poi ci spiegheranno le due settimane senza gare, tanto valeva farla già domenica questa o la prossima). Sarà un’occasione per ricordarlo. Gilles era il pilota preferito da Marco Antonelli, il papà di Kimi. Vincere ancora sulla pista dove un anno fa conquistò il prmo podio, sul circuito dedicato all’idolo di papà… beh sarebbe il massimo.
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