Las Vegas a Russell, il mondo a Max

Russell si prende Las Vegas, ma Max Verstappen si prende il mondo per la quarta volta di fila. Un poker che lo appaia a Hamilton, Vettel e Schumacher che poi è arrivato al quinto. Il quarto è il suo mondiale più bello, quello in cui la differenza l’ha fatta lui e non la Red Bull.

La Ferrari esce da Las Vegas recuperando 12 punti alla McLaren nel Mondiale Costruttori ed arrivando a 24 lunghezze dal team papaya. Meno di quelli che sperava, tanto che Vasseur dopo le qualifiche ha detto che non avrebbe firmato per chiudere con le posizioni di partenza e 18 punti di guadagnato sulla McLaren.

La delusione Ferrari è completata dalla rabbia di Leclerc che via radio si è sfogato contro Sainz (“Fa sempre quello che vuole”), anche se viene difficile ora pretendere che Carlos, il licenziato Carlos, si faccia da parte proprio ora. Dai box gli avevano chiesto di non passare Leclerc quando Charles gli era uscito davanti con gomme fredde dopo il secondo pit-stop. Carlos ha fatto di testa sua. Charles prima ha giocato sull’ironia (“Potevate dirglielo in spagnolo”). Poi lo ha assalito duramente.

Leclerc ha fatto una partenza fantastica recuperando due posizioni, ma poi si è fatto prendere la mano andando subito all’attacco di Russell e compromettendo le gomme, tanto che all’ottavo giro è crollato e al 10° è stato il primo dei top a cambiare le gomme, cosa che lo ha fatto sprofondare in classifica.

Sainz ha corso più saggiamente, evitando la penalizzazione quando al 28° giro ha improvvisamente dovuto rientrare in pista quando aveva già imboccato la corsia dei box. Dal muretto gli avevano urlato: “Non siamo pronti!”. Un errore perché era da un po’n che Sainz chiedeva di rientrare, tanto che ha risposto via radio “Sveglia ragazzi!”.

La Mercedes ha festeggiato a sorpresa la 60esima doppietta della sua storia, una cosa che le mancava dal Gran premio di Spagna del 2023. Nelle ultime sei gare ci sono stati sei vincitori differenti, cosa che non capitava dal 2012. Russell stesso dice di non sapere perché è stato così veloce, ma sta di fatto che nessuno lo ha mai messo realmente in difficoltà. “Non sappiamo perché eravamo così veloci”, ha detto anche Hamilton, bravissimo a risalire dalla decima alla seconda posizione.

Anonima la gara della McLaren con Norris che non ha mai avuto la chance di stare davanti a Verstappen. Si è consolato con il punticino del giro veloce, utile per la classifica costruttori.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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