Leclerc ha fiducia nel futuro Ferrari. Dobbiamo averla anche noi?

Mancano ancora quattro weekend alla fine del campionato, ma tutti hanno già lo sguardo rivolto alla prossima stagione quando le regole non cambieranno e sarà alto il rischio di assistere ad un nuovo dominio Red Bull. A tal proposito ecco una frase pronunciata da Charles Leclerc a Città del Messico: “Abbiamo imparato moltissimo nella seconda metà della stagione, il che mi dà buona fiducia per la vettura del prossimo anno”.

E’ una frase che dovrebbe trasmettere fiducia e che invece a me trasmette una certa angoscia. Sapete perchè? Molte volte in passato ho sentito dei piloti Ferrari parlare bene della macchina appena provata per poi ritrovarsi qualche settimana dopo con la bocciatura del cronometro. Era un classico ai tempi di Jean Alesi, ma è capitato anche in anni recenti, escludendo solo il periodo di Schumi che mai si è lasciato andare in dichiarazioni che poi gli sarebbero rivoltate contro come un boomerang.

Piloti che dicono di aver avuto buone sensazioni per poi doversui smentire dopo i primi confronti in pista con gli avversari.

“Abbiamo imparato moltissimo nella seconda metà della stagione, il che mi dà buona fiducia per la vettura del prossimo anno”.

Charles Leclerc

Che la Ferrari abbia imparato moltissimo nella seconda metà della stagione spero sia realmente vero anche se a giudicare da certi errori degli ultimi tempi (vedi la strategia in Texas) non si direbbe. Vasseur adesso dovrebbe sapere bene che cosa funziona e che cosa non funziona all’interno del team per questo certi errori danno molto da pensare.

La Ferrari per cercare di ribaltare la situazione deve affidarsi a mosse azzardate, completamente differenti da quelle della concorrenza. Fa bene a provarci. Ma quello che non funziona sono i calcoli su cui ha basato l’azzardo: doveva capire lì che sarebbe stato impossibile restare competitivi con un solo cambio gomme. A finire la gara con un solo cambio gomme ci aveva pensato anche la Mercedes, ma poi (seppure in ritardo) ha cambiato rotta. La Ferrari ha insistito e Leclerc pian piano è affondato (poi è arrivata addirittura la squalifica). Che anche questo serva di lezione.

Sul weekend messicano pesano le parole di Fred Vasser (Vasseur alza la voce: Ferrari voglio più concentrazione). In Messico la Ferrari cderca un weekend con zero errori, il problema è che le caratteristiche del circuito a oltre 2200 metri sul livello del mare (Viva il Messico, istruzioni per l’uso a oltre 2 mila metri) non promettono bene.

Resta un problema di base. Chi sta lavorando sulla Ferrari 2024 sono gli stessi uomini uomini che hanno prodotto la Sf-23, ad eccezione di Mattia Binotto. Liberati da un team principal che era anche una guida tecnica, riusciranno i nostri eroi a produrre un risultato apprezzabile? Vasseur è più un Todt che un Binoitto. Ma non vorrei raccontare per l’ennesuma volta chi c’era subito sotto (e anche sopra) Todt in quegli anni. Leclerc ha fiducia da quello che ha visto. Diamogliela anche noi. Ma ricordiamocene tra qualche mese.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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