
Si ritorna subito in pista in Messico pronti a festeggiare il Mondiale di Kimi Antonelli che è a due punt dal traguardo che un pilota italiano manca dal 1953. Quando il Mondiale si è deciso ai 2.000 metri di Città del Messico lo avete letto qui
Istruzioni per l’uso del Gp più alto del Mondiale
- Per il quinto anno di fila, una settimana dopo il GP Usa va in scena il GP Città del Messico: nelle ultime 3 edizioni gli spettatori sono sempre stati superiori a 400.000, segno di interesse enorme da parte dei messicani per la Formula 1.
- Sono 25 i GP disputati all’Autódromo Hermanos Rodriguez – il cui nome è un omaggio ai piloti locali Ricardo e Pedro Rodriguez – ma i primi 20 erano battezzati come GP Messico.
- La Formula 1 affronta il secondo appuntamento della tripletta oltreoceano sul circuito intitolato ai fratelli Pedro e Ricardo Rodríguez a Città del Messico, un tracciato unico nel calendario per la sua altitudine superiore ai duemila metri sul livello del mare.
- Per l’edizione 2026 del Gran Premio, Pirelli ha selezionato la terna più morbida della gamma: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Una scelta diversa rispetto a quella adottata lo scorso anno, quando era stato tentato un salto di mescola con la C2 come Hard, soluzione che si è rivelata poco attrattiva sul piano prestazionale rispetto alle alternative più morbide.
- La principale novità del fine settimana riguarda il rifacimento dell’asfalto in gran parte del circuito. I lavori hanno interessato il tratto compreso tra curva 16 e curva 1 e quello tra curva 7 e curva 16, lasciando sostanzialmente invariato soltanto il primo settore.
- Un asfalto nuovo è normalmente associato a livelli di aderenza più elevati e a una rugosità inferiore rispetto a una superficie più datata. Tuttavia, nelle prime fasi del fine settimana sarà importante valutare effettivamente le sue caratteristiche.
- L’Autódromo Hermanos Rodríguez è tradizionalmente uno dei circuiti meno severi nei confronti dei pneumatici. Le numerose curve a bassa velocità e i carichi laterali contenuti tendono infatti a limitare l’usura.
- Allo stesso tempo, l’aria rarefatta riduce il carico aerodinamico generato dalle vetture, favorendo lo scivolamento degli pneumatici e rendendo il graining un fenomeno da tenere sotto osservazione. In presenza di un asfalto nuovo e liscio, questa caratteristica potrebbe assumere un ruolo ancora più importante nella definizione delle strategie.
- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo l’Autódromo Hermanos Rodríguez da 4.304 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 pur avendo solo 7 frenate al giro per poco meno di 16 secondi complessivi. Tre delle frenate sono della categoria Hard, una è Medium e 3 Light. Le decelerazioni a cui sono soggetti i piloti sono però tutte inferiori ai 3,7 g.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autódromo Hermanos Rodríguez per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 340 km/h e scendono a 114 km/h in 3,51 secondi durante i quali percorrono 193 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 3,6 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 107 kg, mentre la potenza frenante è di 1.668 kW.
- Rispetto al GP Messico 2025, per effetto delle peculiarità delle attuali monoposto lo sforzo richiesto a piloti e freni è inferiore. Alla curva 4 un anno fa i piloti erano soggetti a 4,1 g di decelerazione ed esercitavano un carico di 131 kg sul pedale del freno, mentre quest’anno questi valori dovrebbero essere rispettivamente di 3,5 g e 102 kg. Si dovrebbe allungare anche lo spazio di frenata in quel punto, da 129 metri a 175 metri, così come aumenterà il tempo di frenata, da 2,76 secondi a 3,33 secondi.
- In Messico accade spesso che la pista si presenti piuttosto sporca nelle prime sessioni, con un’evoluzione marcata giro dopo giro. Quest’anno potrebbe risultare ancora più evidente, vista l’ampia porzione di asfalto rinnovata.
- Dal punto di vista strategico, la bassa severità del tracciato e il comportamento delle tre mescole su circuiti con caratteristiche analoghe, potrebbero favorire una gara a una sola sosta. La gestione degli pneumatici per allungare gli stint resterà comunque un fattore importante, tenendo presente che l’asse posteriore rappresenta quello maggiormente sollecitato.
- La differenza tra le varie opzioni strategiche potrebbe essere determinata più dal livello di fiducia che il pilota riesce a trovare con una determinata mescola che da reali limiti di durata degli pneumatici. Come già osservato in altri appuntamenti della stagione, alcuni team potrebbero essere maggiormente orientati verso le coperture più morbide per beneficiare della maggiore aderenza disponibile, mentre altri potrebbero privilegiare la consistenza e la stabilità offerte dalla Hard.
- In ogni caso, ancora una volta il ruolo della Soft potrebbe rivelarsi centrale. La C5 ha infatti mostrato buone caratteristiche sui circuiti a bassa severità e potrebbe rappresentare un’opzione interessante non soltanto in qualifica ma anche in gara, ampliando le possibilità strategiche rispetto alle stagioni precedenti. Fra gli aspetti da monitorare vi sarà anche il comportamento delle vetture in frenata. L’altitudine riduce l’efficacia aerodinamica e può rendere più complessa la gestione delle staccate più impegnative. Il lungo rettilineo principale, che precede la frenata di curva 1, potrebbe aumentare il rischio di bloccaggi, soprattutto nelle prime fasi del weekend, quando la pista offrirà ancora livelli di grip limitati.
L’anno scorso dominio di Norris
- La griglia dello scorso anno si è divisa tra strategie a una e due soste. La maggior parte dei piloti ha scelto di partire con pneumatici Soft, mentre soltanto sei vetture hanno optato per le Medium e due per le Hard. La mescola più morbida è stata utilizzata anche da chi ha impostato la gara su due soste, montandola per lo stint finale grazie a un degrado estremamente contenuto e all’assenza di fenomeni di graining.
- Nelle ultime 10 edizioni della gara, 5 volte ha vinto chi è scattato dalla pole (50%) come fece Norris lo scorso anno con pole e vittoria che lo lanciò verso il titolo.


