Monte Carlo primo vero test: per chi tiferà l’Italia tra Kimi e la Ferrari?

Che cosa hanno in comune Nuvolari, Varzi, Fagioli, Farina, Marzotto, Patrese e Trulli? Sono i sette piloti italiani che hanno vinto il Gran premio di Monaco. Solo gli ultimi due lo hanno fatto quando la gara faceva parte del Mondiale di Formula 1 (quando Vittorio Marzotto vinse nel 1952 la gara non era in calendario).

Luigi Fagioli nel 1935 è l’unico ad averlo fatto guidando una Mercedes, una W25 da 750 chili da 4.000 cc. Si gareggiava sui 100 giri e la gara durò 3 ore e 23 minuti. Il tempo della pole di Caracciola, anche lui su Mercedes, fu di 1’56”6. L’anno scorso Norris prese la pole in 1’09”954. Giusto per capire le differenze e l’evoluzione in più di 90 anni di storia.

Pensare che Kimi possa allungare il suo libro dei record, arrivando a 5 vittorie di fila e cancellando un buco tricolore che dura dal 2004, anno della vittoria con pole di Jarno Trulli, è un po’ troppo. Ma con questo ragazzo non poniamo limiti alla provvidenza: con la ua serenità si sta prendendo il mondo e noi godiamo insieme a lui.

A Monaco potremmo assistere alla prima vera sfida stagionale tra Kimi e la Ferrari perchè sulle stradine di Monte Carlo Leclerc (ma anche Hamilton che vi ha vinto tre volte) torneranno a lottare per la vittoria, anzi Charles parte addirittura come favorito su una pista dove ha già conquistato tre pole e vinto nel 2024. L’anno scorso l’esordio di Kimi a Monaco non fu dei migliori: 15° in qualifica e gara compromessa ( la Mercedes mancò l’accesso alla Q3 con entrambe le vetture per la prima volta dal Gran Premio dell’Emilia-Romagna 2022).

Siamo quindi alla domandona: per chi tiferanno gli italiani a Monte Carlo tra Kimi e la Ferrari?

Monte Carlo a Charles e Mondiale a Kimi… Dai non sarebbe poi così male…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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