Non sparate su Kimi Antonelli

Non sparate sul pianista, anche se ha steccato una nota. Non sparate su Kimi Antonelli anche se è finito contro le barriere a 45G alla Parabolica.

Sono cose che non dovrebbero capitare, ma che capitano. La Formula 1 non è uno sport esatto. Si rischia. E se non rischi è meglio cambiare lavoro. Kimi forse ha rischiato un po’ troppo, ma è probabilmente proprio questo che piace di lui a Toto Wolff.

La Mercedes cerca una futura stella, un un bravo ragazzo che porti ai box la macchina senza averla sporcata. Certo con l’avesse spaccata sarebbe andata meglio, ma Toto non si arrabbia.

“Quello che abbiamo visto in un giro e mezzo è semplicemente sorprendente”, ha aggiunto Toto sempre più convinto della sua scelta che presto verrà ufficializzata. “Se avessimo avuto un’ora di tempo per correre, avremmo visto delle buone prestazioni. Ma è quello che abbiamo sempre detto. È un esordiente, è molto giovane. Siamo pronti a investire sul suo futuro. Questi momenti si verificheranno e continueranno a verificarsi anche l’anno prossimo. Ma ci saranno anche molti momenti entusiasmanti. Quello che abbiamo visto oggi è che avremo più problemi a rallentarlo che a chiedergli di andare più veloce”.

Un’ora dopo la peggior botta della sua vita, Kimi comunque era già risalito a cavallo, risultando uno dei più veloci nella seconda sessione delle prove di Formula 2. Il ragazzo ha carattere. E faccia tosta. Altrimenti non sarebbe andato a sbattere alla Parabolica al quinto giro della tua vita su una Formula 1 ufficiale. Un incidente che ha fatto registrare un urto di 45G. Non esattamente una bottarella. “Si è scusato, prima di tutto. E penso che questo sia ciò che si deve fare quando si porta una macchina, una borsa che sembra un po’ una scatola di Lego che cade sul pavimento”, ha detto Toto Wolff senza perdere il sorriso. A Kimi aveva detto di andare fuori e divertirsi senza preoccuparsi che tanto erano solo prove libere. Lui ha cercato di divertirsi, forse troppo e dopo un giro da fucsia si è probabilmente lasciato prendere la mano.

Quando la Mercedes ha deciso di farlo esordire in FP1 a Monza sapeva il rischio a cui andava incontro. Lo ha sbattuto in prima pagina e gli ha pure montato subito le gomme morbide. Ci sono modi diversi di proteggere un investimento. La Red Bull all’inizio mise Verstappen su una Toro Rosso. La stessa Mercedes con Russell aveva seguito la strada morbida della Williams. La Ferrari pere Charles aveva scelto la Sauber. Per Kimi c’è stata subito la Mercedes nel Gran premio d’Italia. Franco Colapinto, l’altro esordiente, argentino con passaporto italiano, è su una Williams, non esattamente al centro della scena. Kimi no, era lì, sul piedestallo. È caduto subito, ma la sua storia continuerà. In Messico lo aspetta un’altra sessione di FP1. Dovrà cercare di avere un po’ più di pazienza.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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