Se il weekend di Baku si fosse concluso sabato pomeriggio, Charles Leclerc sarebbe il re indiscusso. Poi, però, è arrivata la gara e la McLaren con Piastri si è presa tutto.
10 a Oscar Piastri. Il sorpasso su Leclerc e’ stato cattivo e spettacolare. Si sta specializzando in questi affondi come aveva capito anche Norris a Monza. La McLaren è andata in testa al Mondiale Costruttori e adesso è difficile che qualcuno riesca ad andare a riprenderla.
10 anche a Lawrence Stroll che con l’ingaggio di Adrian Newey ha cambiato il futuro della Aston Martin e forse della Formula 1. Peccato che a Maranello non ci abbiano creduto fino in fondo. E peccato che ancora una volta il genio non abbia ascoltato le sirene di Maranello.
8 a Franco Colapinto che alla sua prima apparizione a Baku ha stupito tutti per consistenza e prestazioni
8 anche a Ollie Bearman. Due gare in Formula 1 e due gare a punti. La driver academy ferrarista ha visto bene anche con lui.
7 a Charles Leclerc. Sarebbe da 11 per la pole, ottenuta massacrando gli avversari, ma poi in gara si è lasciato sorprendere da Piastri e ha avuto troppa fiducia nel Drs. Invece non è più riuscito a ripenderlo.
7 anche a George Russell. Era al posto giusto nel momento giusto, quando Perez e Sainz hanno fatto crash e si è ritrovato sul podio.
6 a Lando Norris. Insufficiente in qualifica, ma bravo e fortunato in gara dove è risalito fino al quarto posto. Certo se vuoi vincere il ondiale non è la strada giusta.

5 a Max Verstappen. Un weekend da dimenticare, sempre dietro a Perez, anche in qualifica. La sua fortuna è che Norris sbaglia più di lui.
5 anche a Lewis Hamilton. Un brutto weekend (in qualifica gli capita un po’ troppo spesso ultimamente) poi compromesso dalla decisione di cambiare motore con conseguente retrocessione sullo schieramento.
4 a Sergio Perez e Carlos Sainz. Uniti nel voto e nel crash. Dal mio punto di vista un chiaro incidente di percorso con responsabulità di tutti e due i piloti. Sainz si è lasciato ingolosire e ha pensato di poter infilare anche Leclerc, Perez non si è spostato quando Sainz (che era davanti e ne aveva tutto il diritto) a cominciato a stringere verso il centro della pista. Un grosso danno per i loro team.


