Pagelle di un Gran premio d’Italia destinato a passare alla storia. Chissà quanto tempo passerà prima di rivedere una rimonta come Kimi Antonelli, il nostro uomo dei miracoli.
10 lode e abbraccio accademico a Kimi Antonelli. Ha fatto cantare per lui la Monza ferrarista, rapidissima a capire che oggi si vince con lui non con la Rossa eternamente pasticciona di questi tempi. Ho detto che il 99% delle possibilità di diventare campione. E lo ripeto. Nulla lo può fermare anche se parliamo di uno sport sempre pericoloso.
9 a Max Verstappen un altro che ha cercato di combinare qualcosa di speciale e in fin dei conti il podio finale conferma che c’è riuscito.
8 a Pierre Gasly, più per la qualifica che per la gara. Una pole storica anche la sua in fin dei conti.
7 a Lando Norris, anche se dopo due vittorie consecutive sperava in qualcosa di più su una pista veloce per potersi sedere al tavolo dei pretendenti al titolo.
6,5 a Oscar Piastri. In questo fine settimana ha battuto un conto, pur continuando a sbagliare troppo.
6 a Lindblad e Tsunoda. A punti con le Racing Bull o Visa Cash Up. Insomma avete capito…
5 a Lewis Hamilton. La colpa è sempre della macchina, ma lui in questo fine settimana si è fatto notare solo per il cappottone indossato per la foto con la F40.
5 a George Russell. Non ha corso male, ma se il tuo compagno parte al 19esimo posto e alla fine ti sorpassa, tu non potrai andare a nanna con il sorriso. Impegno arduo per la futura signora Russell farglielo tornare.
4 a Charles Leclerc. Troppo duro nella difesa con Lewis, ma ci sta. L’incidente è colpa sua, ma provate voi a sentire che il motorone promesso non gli consente di difendersi contro nessuno… salvare il ragazzo Charles prima che si faccia del male.
4 anche a Colpinto che alla ripartenza era messo benissimo, ma ha pensato bene di finire nella sabbia. Occasione sprecata!
2 a Fred Vasseur. Basta raccontarci che la Ferrari aveva il passo. E soprattutto basta con gli errori di strategia. La Ferrari merita di più anche dal management. In fin dei conti nella porta accanto c’è’ una Ferrari che vince, quella di Antonello Coletta tornata al successo nel Mondiale Wec in Canada con Antonio Fuoco.




Russel merita anche più della sufficienza. La sua sfiga è di non avere una macchina rossa, altrimenti avrebbe almeno 8. Anche la strategia, a posteriori, non è stata azzeccata. Ha terminato la gara, ma girava 7/8 decimi più lento di Kimi.
Charles ormai è bollito. Da sette anni è un predestinato ma a non vincere nulla. Se si dovesse fare lo stesso ragionamento, allora che cosa si dovrebbe dire di Leclerc che in sette anni ha vinto 9 volte e Kimi in due ne ha già vinti 7 ed è in ottica di vincere il mondiale alla seconda stagione in F1? Bisognerebbe dargli un due alla carriera…
Comunque i ferraioli non vinceranno mai nulla con una gestione Elkann ed un TP come Vasseur. Non che Binotto fosse molto meglio, ma almeno aveva la pretesa di studiare e capire (cosa, non si sà). Questo invece è supponente perché le cose le sà già ed è sempre indipendente da lui se invece non si vince. Anche dopo gli aggiornamenti, arrivano a 24 secondi dal primo che li ha praticamente dovuti superare tutti partendo dalla diciannovesima piazza. Se fosse partito quinto, come da qualifica, li avrebbe doppiati!
Non capisco nemmeno il paragone con il mondiale Wec. E’ un’altra cosa. E’ come se si dicesse che poichè l’Italia del volley femminile vince praticamente sempre o che nel nuoto domina, allora nel calcio dovremmo fare altrettanto. Probabilmente Velasco dovesse gestire la nazionale di calcio non avrebbe lo stesso risultato.
Sarebbe sbagliato anche il confronto con l’era Schumaker, Tod e Montezemolo. Altre macchine, altri campionati, meno gare. Ogni epoca la si può confrontare solo con sè stessa, secondo me. Già le macchine dell’anno scorso non sono confrontabili con quelle odierne. La Mc Laren lo scorso anno dominava, oggi è scomparsa. Verstappen appariva pressoché imbattibile due anni fà, oggi fatica ad arrivare sul podio. Kimi, lo scorso anno, a quest’epoca era quasi un ragazzo da mandare in un team satellite a crescere, oggi è un campione che tutti invidiano.