Pagelle: Leclerc e (tutta) la Ferrari principeschi

Pagelle principesche per Charles e la Ferrari dopo un Gran premio di Monaco noioso, ma straordinario. Una gara che ci ricorderemo per sempre.

10 e lode. A sua maestà Charles Leclerc il nuovo Principe di Monaco. Ha fatto piangere grandi, grandissimi e piccini. E si è commosso pure lui. Un ragazzo destinato a riscrivere la storia. Primo monegasco a vincere a Monaco dopo esser stato il più giovane vincitore della storia ferrarista nel 2019,

10 alla Ferrari. Cambiare un motore sotto pressione tra Fp3 e Q1 nel box di Monte Carlo è un’impresona davvero smargiassa.

9 a Fred Vasseur. Adesso abbiamo capito perché ride sempre.

8 al presidente Elkann. Perfetto nella sua eleganza manageriale. Bello il saluto ore gara a tutti i ragazzi del box. Farlo dopo sarebbe stato troppo facile.

8 anche a Carlos Sainz. Uomo squadra perfetto. Ma ora dategli un volante per il 2025.

7 alla McLaren. La crescita continua anche a Monaco e Piastri (8) pare più in palla di Lando (7).

7 a Tsunoda, Ancora a punti, ancora meglio di Ricciardo. Dargli il posto di Perez è chiedere troppo?

6 alla Mercedes. Senza infamia e senza lode. La politica dei piccoli passi.

5 a Max Verstappen. Primo weekend sotto pressione in qualifica e primo errore. Il sesto posto a Monaco lo condanna, l’audio in cui dice di aver bisogno di un cuscino ancora di più.

5 alla prima apparizione by Stella McCartney di Lewis Hamilton in versione Renato Zero. Fermatelo. Va bene che lui puo’ tutto, ma non esageriamo.

4 a Sergio Perez. Per le qualifiche mica per altro. Ma certo se parti in fondo sei in balia dei Magnussen di turno.

3 alla Haas. Prima la squalifica poi l’accrocchio. Qualcosa sta sfuggendo di mano.

2 a Magnussen. Perché non dargli colpe che sono solo sue?

1 a Esteban Ocon. Un serial killer di compagni di squadra. Possibile che litighi con tutti? Meriterebbe zero. Lo salva la fidanzata (guardare per credere)

0 all’amata Gazzetta dello Sport. Per la prima volta nella storia una Ferrari ha vinto a Monaco senza che la Rosea avesse un inviato a raccontarlo. C’era una volta la Gazzetta.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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