#Pirelli e le gomme scoppiate: colpa dei team

Tutta colpa dei team. E dell’uso prolungato che hanno fatto del secondo set di gomme durante il BritishGp vinto da Hamilton su tre ruote. Le prime analisi del gommista non parlano di forature dovute a detriti o altro. Ma solo di uso prolungato. D’altra parte Mario Isola aveva ripetuto più volte di fare attenzione all’anteriore sinistra.

Pirelli ha concluso una prima serie di analisi su numerosi pneumatici del GP Gran Bretagna di domenica scorsa. Sono state identificate le cause dei degonfiamenti occorsi alle Mercedes e alla McLaren di Sainz.

Mario Isola ha confermato in videoconferenza la presenza di detriti in pista (probabilmete Kvyat ha forato), ma ha ripetuto che “Quanto accaduto a Sainz e alle due Mercedes non è dipeso dai detriti in pista”.

“E’ impossible dire se Max avrebbe potuto concludere la corsa senza fermarsi a cambiare gomme”, ha aggiunto Mario Isola.

La motivazione è da addebitarsi a una serie di concause determinate da un uso del secondo set estremamente prolungato. In particolare, la seconda Safety Car ha spinto quasi tutti i Team ad anticipare il pit stop e a effettuare quindi uno stint finale di circa 40 giri: più di tre quarti di gara, su uno dei circuiti più severi, lato pneumatici, di tutto il Mondiale F1.

Questo, unito all’elevato passo delle F1 2020, più veloci sul giro secco di 1,2 secondi rispetto alla pole 2019, ha reso gli ultimi giri particolarmente critici. Un insieme di elementi che sulla copertura anteriore sinistra, notoriamente la più sollecitata sul circuito inglese, molto usurata dai tanti giri effettuati e quindi meno protetta di fronte a sollecitazioni limite, sono risultati estremi.

Per la seconda gara di Silverstone, il prossimo weekend, Pirelli conferma l’utilizzo della gamma di uno step più tenera rispetto al GP scorso: mescole C2, C3 e C4.

Verranno inoltre riviste le prescrizioni di utilizzo incrementando le pressioni di gonfiaggio, al fine di ridurre il livello di stress sulla costruzione.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.