#Pirlo il #Binotto della Juve. Ma lui ha Andrea Agnelli…

John Elkann e suo cugino Andrea Agnelli fanno scelte diverse. Il presidente della Ferrari conferma una squadra perdente, quello della Juventus ribalta per due anni di fila la squadra campione d’Italia per inseguire un sogno ancora più grande…

Eppure tra Mattia Binotto, interista dentro e Andrea Pirlo un punto di contatto c’è. Sono stati scaraventati su una scrivania (o una panchina) senza aver esperienza di quel lavoro. Binotto era un ottimo progettista, un eccellente motorista. Pirlo, beh Pirlo era Pirlo: milanisti, juventini e tifosi della maglia azzurra lo ricordano bene senza bisogno di dire altro. E’ stato due settimane sulla panchina dell’under 23 e, senza neppure entrare nello spogliatoio una volta, è stato promosso. Di lui dicono in società “è un predestinato”. E qui verrebbe di paragonarlo a Leclerc. Ma non regge.

Il paragone con Binotto invece ci sta. i due cugini hanno promosso due grandi a fare un altro lavoro. Fiducia nel loro passato e speranza nel loro futuro. La differenza è che Pirlo può incidere più di Binotto. Non deve progettare l’auto, deve solo farla correre. Cosa che dovrebbe fare anche Binotto che però nell’ultimo periodo è stato impegnato a fare anche altro. Ha dovuto fare l’Agnelli, il Paratici, il Nedved e l’allenatore tutti lui…

Ecco forse la differenza più grande sta proprio nel presidente. Agnelli fa e disfa la Juve a suo piacimento. John sembra troppo distratto da cento altre cose…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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