Pole Piastri, match ball Norris. Disatro Ferrari (dove è la novità?)

Pole di Piastri, ma match ball Norris. Max una sola cartuccia nella sua pistola: deve giocare duro al via quando scatterà dalla terza posizione. Ferrari come la temperatura di Sola di sotto: non pervenuta.

Quando ormai non se lo aspettava più nessun, Oscar Piastri è tornato davvero. Si è preso tutto il sabato del Qatar, prima la gara Sprint e poi la pole che gli mancava da tre mesi, dal Gran premio d’Olanda. Il suo lungo letargo potrebbe costargli il Mondiale, ma lui non vuole mollare prima della fine, anche se il suo compagno di squadra Norris ha sulla racchetta il primo match ball dell’anno: se dovesse vincere il Gran premio, potrà festeggiare. Arriva sullo schieramento di partenza con 22 punti di vantaggio su Oscar e 25 su Max. Potrebbe anche accontentarsi come ha fatto nella gara Sprint quando se ne è stato tranquillamente al terzo posto, dietro a Oscar, ma davanti a Max. Le McLaren sembrano essere tornate imbattibili. Max, pur avendo migliorato la macchina, dovrà attaccare al via perché poi qui non è facilissimo superare e la direttiva sulle gomme (massimo 25 giri a set) appiattisce anche le strategie. “Non è quello che mi aspettavo”, ha detto Max che può restare in gioco solo chiudendo davanti a Norris. Non sarà facile contro queste McLaren. Deve cercare una magia al via, mettere pressione a Norris, cercare di farlo sbagliare. In qualifica Lando ha sbagliato il suo secondo run, ma non ha fatto danni. Partire in prima fila gli può bastare. Dietro ai tre pretendenti per il titolo ci sono le due Mercedes con Russell che ha battuto Antonelli di 0”184.

Per le Ferrari è stato uno dei peggiori weekend dell’anno con Leclerc solo decimo al via dopo un testa coda terrificante in Q3. D’altra parte a fine sprint aveva detto via radio: “Pensavo di finire contro un muro al primo giro”. Evidentemente non è bastato lavorare sulla SF-25 per migliorare qualcosa. Eppure qualcuno non molto tempo fa aveva detto: “Gli ingegneri hanno migliorato la macchina, i piloti guidino invece di parlare”. Non era un viandante bulgaro di passaggio, ma il presidente di un team che ormai può dire addio al secondo posto tra i Costruttori e molto probabilmente anche al terzo. Un capitolo a parte merita il weekend di Lewis Hamilton eliminato in Q1 per la terza volta di fila (compresa la qualifica sprint). “E’ il peggior momento della mia carriera”, ha ammesso a fine qualifiche dopo che nell’ultimo giro della garetta sprint aveva detto una sarcastico: “Non credevo che si potesse peggiorare la macchina”. Per fortuna mancano solo due gare e la via crucis di Hamilton sta per finire. Poi cominceranno le chiacchiere, i dossier, le discussioni perché non si può pensare a un 2026 così.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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