
Oliviero Toscani, non solo un grande fotografo, è morto oggi, 13 gennaio: aveva 82 anni e nel 2024 aveva rivelato al Corriere della Sera di essere stato colpito dall’amiloidosi.
“Mi dica una frase intelligente detta nella storia da uno sportivo al di fuori di Muhammad Ali? Non ragionano mai. Sono anche loro dei deficienti tatuati. L’unica cosa che sanno fare è mettersi l’inchiostro sulla pelle e andare dal parrucchiere. Nient’altro”. Oliviero Toscani non era stato generoso con gli sportivi quando qualche anno fa gli chiesero di commentare il caso di Cherif Traoré, giocatore della Benetton Rugby Treviso a cui i compagni hanno regalato una banana marcia per Natale. Si era preso anche una rispostaccia di Giovanni Malagò.
Ma Toscani era fatto così, amava provocare. Altre volte aveva criticato l’egoismo degli sportivi perchè riteneva che dovessero fare di più contro il razzismo, per parlare di diritti, doveri e omosessualità senza nascondersi. “Guardate Ali la sua prima fotrza non era quella fisica, ma la sua lucidità, la sua intelligenza. Lui prevedeva quello che avrebbe fatto il suo avversario”.
Ricordo qualche apparizione ai gran premi, quando la Benetton a cui lui era legatissimo, acquistò la Toleman entrò in Formula 1. Eravamo a metà anni Ottanta, quando la Benetton mandò in pista a Detroit una vettura con la spalla delle gomme Pirelli colorata. D’altra parte si chiamava United Colors of Benetton. Non volete che dietro a quell’idea non ci fosse il genio provocatorio di Oliviero Toscani, uno che aveva fotografato una suora che bacia un prete.
Qualche anno fa in una lunga intervista a Sky Sport per i suoi 80 anni, Toscani aveva raccontato di come, quando sua sorella prese in mano l’agenzia fotografica del padre appena scomparso, uno dei primi servizi fu un gran premio di Spagna. Se in giro trovate delle foto di Fangio firmate Toscani sono di sua sorella…
“Dissi a Luciano di prendere uno con il pelo sullo stomaco per la Formula 1 e prese Briatore. Era perfetto per la Formula 1. Schumacher era diverso, quieto, simpatico, educatissimo, timido, perfezionista… Consigliai a Benetton di ritirarsi dopo il Mondiale. Sapevamo che ormai Schumacher se ne sarebbe andato… ma c’erano troppe pressioni economiche…”.
Toscani è stato un grande interista, aveva un debole per Bartali e la sua verve polemica e ovviamente amava Ali.
“Io sono stato fortunato. Mi sono divertito. La partita è stata bella. Sono già ai supplementari da un po’”, disse qualche anno fa… Poi nell’ultima intervista ad Elvira Serra del Corriere disse: “Non ho paura di morire. Basta che non faccia male. E poi ho vissuto troppo e troppo bene, sono viziatissimo. Non ho mai avuto un padrone, uno stipendio, sono sempre stato libero”.
E raccontando come passava le giornate aveva aggiunto: “Leggo, guardo in tv l’Inter e certe squadre inglesi. E poi c’è Sinner, che mi dà sollievo nella vita. Ora sono tutti gelosi e invidiosi di lui: tipico degli italiani. Imparerà presto chi sono i veri amici e chi no”. Una confessione che portò Sinner a mandargli a sua volta un video messaggio: “Un onore far parte delle tue giornate”.


