Che bello, da italiani, non dover tifare solo per la Ferrari, ma avere un’alternativa con una grande chance di riempire un vuoto. Quello dell’ultima vittoria di un pilota italiano e poi chissà quella addirittura infinita di un italiano campione del mondo. E’ l’anno di Kimi Antonelli, almeno lo spero con tutto il cuore, possa esserlo.
Ecco il pezzo che gli ho dedicato su il Giornale
Non sembra passato solo un anno da quando quel ricciolino bolognese ha esordito nel Mondiale di Formula 1 risalendo dal sedicesimo al quarto posto nel Gran premio d’Australia 2025.
Il Kimi Antonelli che sta per cominciare la sua seconda stagione come pilota Mercedes è un’altra persona. Non solo perché ha preso la patente, ottenuto la maturità, è andato a vivere da solo, si è appena lasciato con il primo amore pubblico della sua vita e ha pure dovuto fare i conti con un incidente stradale con la sua nuova Mercedes da sogno in tiratura limitata.
È cresciuto nel fisico, nella mente e nelle ambizioni. Ha lavorato sul corpo e sulla testa, accelerando la crescita dei muscoli e della mente. Ha pianto e si è asciugato le lacrime. Si è perso e si è ritrovato. È diventato amico di Sinner e lo ha scorrazzato pure in auto magari chiedendogli qualche dritta su come si possa diventare così forti di testa. Ma soprattutto è diventato quasi intimo di Verstappen e Hamilton, si siede di fianco ai suoi idoli senza timori reverenziali come ha fatto vedere anche in pista.
Adesso è pronto al grande salto. Sa di dover puntare alla prima vittoria e anche a qualcosa di più. Glielo impone la Mercedes che parte come favorita della stagione. Glielo impone un mondo che ha una fretta bestiale. Ci sono scuderie come la Red Bull che dopo due gare ti buttano nella spazzatura.
Toto Wolff con lui ha avuto la pazienza di un padre e Kimi sa di doverlo ripagare limitando gli errori che l’anno scorso hanno macchiato la parte europea della sua stagione. Ma un anno fa era un debuttante, sbagliare gli era permesso. Faceva parte del percorso di crescita che Toto aveva studiato per lui.
Quest’anno tutto è diverso. La Mercedes può diventare la macchina da battere e ha bisogno di tutti e due i suoi piloti. Se un anno fa a Kimi bastava stare vicino a Russell, quest’anno dovrà cercare di stargli spesso davanti. L’Italia aspetta una vittoria di un pilota italiano dal 19 marzo 2006. Sono passati quasi 20 anni. È arrivata l’ora di aggiungere un altro nome a quello di Fisichella.
(da il giornale)


