Rassegna stampa: che succede alla Ferrari

Rassegna stampa del sabato del Gran premio di Stiria molto pallido per le rosse Ferrari.

“Qui tutto è Red Bull, la macchina, il circuito, la proprietà, il cuore austriaco del motorsport” scrive Stefano Mancini su la Stampa nell’attesa del nuovo duello con Lewis Hamilton che gli sta di fianco. “La sfida è quella che sta segnando il 2021 e sarà ricordata a lungo”. Comprese le scaramucce, i ricorsi, i dispetti. Horner ha detto: «Ora che vinciamo sono tutti concentrati su di noi, è normale. La prossima direttiva tecnica stabilirà quando posso andare al gabinetto».

Cose di cui la Ferrari sente parlare da lontano Charles Leclerc è in quarta fila accanto a Fernando Alonso. 

Daniele Sparisci per il Corriere della sera analizza le difficoltà di Maranello e scrive: “È come se la disfatta al Paul Ricard avesse lasciato una crescente inquietudine nella squadra, diretta sul campo da Laurent Mekies. Mattia Binotto sarà presente oggi ai box, era rimasto a Maranello per seguire gli sviluppi futuri. Magari la vicinanza del capo aiuterà, pure a risolvere il mistero di come una macchina da due pole (Monaco e Baku) possa prendere un’imbarcata così. La velocità sul giro singolo, la miglior qualità della SF21, qui è sparita. Le ragioni sono diverse: il Red Bull Ring è tracciato di motore, e quello del Cavallino non è all’altezza di Honda e Mercedes. L’altra verità è che la coperta è corta, sempre: se si decide di sacrificare la qualifica per concentrarsi sul ritmo gara – i dati del venerdì erano buoni -, resta un fianco scoperto. La Ferrari girava con ali più grandi del solito, e quindi sul dritto pagava sia il deficit di cavalli sia la maggiore resistenza all’aria”.

Leo Turrini sul Resto del Carlino scrive che “questo passa il convento di Maranello e mi sa tanto che fino al 2022 le cose non cambieranno. Forse un tifoso ferrarista deve munirsi di fede (nel mito), speranza (nel futuro) e carità (nel giudizio su chi gestisce un presente malinconico, figlio di errori che vengono da lontano). Fine della predica. Orate, fratres”.

Mario Salvini sulla Gazzetta dice che “il senso del tutto lo ha riassunto Laurent Mekies, qui nel primo atto di Zeltweg frontman della Ferrari: «È l’anno giusto per lavorare sul nostro punto debole che in questo momento è il passo gara»”. La ricerca di un compromesso tra gara e prove, ma “da quel «compromesso» – sottolinea Salvini – è uscita la peggior qualifica del 2021”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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