Max è davvero super. Ferrari doppiata e contenta

Max Verstappen prende il largo. Domina dall’inizio alla fine il Gran premio di Stiria sulla pista di casa della sua Red Bull e allunga a 18 punti il suo vantaggio su un Hamilton mai veramente in partita per tutti i 71 giri di una gara che segna la svolta definitiva in questo mondiale. Per la Red Bull è la quarta vittoria di fila (tre di Max, una di Perez) evento che non si verificava dai tempi di Vettel e di quei mondiali a ripetizione. Quattro vittorie firmate Honda, poi, mancavano da 30 anni, dai tempi di Senna e Prost e di quella McLaren vincitutto.

SuperMax non si ferma più. Gli hanno dato una Red Bull vincente e lui ci ha messo il resto facendo la differenza su Hamilton e sul suo compagno di squadra. Un colpo importante perchè già domenica prossima Max potrebbe concludere le operazioni con un uno-due che manderebbe in crisi la Mercedes prima della gara di casa sua a Silverstone.

Max è stato perfetto fin dal via. Non ha mai dato nessuna chance a Hamilton. Mai un’esitazione. Una delle sue gare migliori.

“Per noi è impossibile tenere il passo. Sono troppo veloci, sono migliorati tantissimo nelle ultime gare”, ha detto un Hamilton in versione rododentro. “Sono più veloci, sono semplivcementi più veociu. Noi dobbiamo migliorare, trovare dove abbiamo perso terreno”.

Il ritmo di Red Bull e Mercedes è stato infernale per tutti gli altri. Dietro i primi quattro sono infatti finiti tutti doppiati. Una dimostrazione di forza imbarazzante per il resto del gruppo che si è divertito a lottare per un’altra gara, ma che mai è riuscito a restare in scia ai primi quattro. Norris ci ha provato all’inizio, ma il suo sogno di podio è durato dieci giri… Un volta passato da Perez e Bottas li a visti sparire all’orizzonte.

Se la Red Bull non avesse pasticciato con la ruota poisteriore sinistra di Perez al cambio, probabilmente sul podio ci sarebbe finito lui. Così la Mercedes è riuscita a limitare i danni perdendo solo 3 punti rispetto ai rivali.

A volare ancora di più tra i primi quattro è stato però Max Verstappen che ha piano piano creato una voragine tra la sua Red Bull e Hamilton. Un distacco arrivato a superare i 15″ a cinque giri dalla fine quando dal box Mercedes hanno deciso di richiamare Lewis ai box, mettergli gomme fresche e mandarlo a caccia del punto per il giro più veloce fin lì nelle mani di Perez. Operazione riuscita proprio all’ultimo giro.

La gara della Ferrari si è chiusa con un sesto e un settimo posto di Sainz e Leclerc, tutti e due doppiati, tutti e due dietro a Norris (ma nel complesso la Ferrari ha ottenuto quattro punti in più della McLaren e questo è quello che conta). Definire grande la gara della Ferrari come ha fatto Marc Genè su Sky mi sembra però un tantino eccessivo. E’ stata una gara migliore di quella dello scorso weekend in Francia (peggiore era impossibile), ma chiudere doppiati e dietro la McLaren di Norris non può far sorridere troppo nonostante la grande rimonta di Charles.

Leclerc ha rovinato la sua gara al primo giro quando è andato a toccarsi con Gasly spezzando la sua ala anteriore (Pierre per la foratura si è dovuto ritirare). La sua gara è ricominciata dall’ultima posizione. Charles l’ha ricostruita sorpasso dopo sorpasso. Ha rischiato ancora tantissimo (soprattutto con Raikkonen). “Sensazione dolce amara. Una delle mie gare migliori, ma senza quel problema all’inizio chissà… Mi sono divertito a fare tanti sorpassi”, ha detto Charles votato pilota del giorno a livello mondiale (in Italia il più votato è stato invece Max). Bravo a combattere, a rimontare, ma dove sarebbe arrivato senza l’incidente alla prima curva? Difficile da dire, probabilmente davanti a Norris, ma comunque doppiato. Sainz ha avuto una gara meno movimentata, ma non è riuscito a stare davanti a Lando. Lui poteva farcela.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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